Soul Man

Un ragazzo bianco vorrebbe diventare avvocato ad Harvard, ma il padre lo mette nei guai togliendogli ogni risorsa finanziaria. Vedendosi negato ogni tipo di prestito, lo studente decide di fingersi nero per poter usufruire di una speciale borsa di studio. Buono lo spunto, gradevole lo svolgimento, ma il tutto si risolve in una commedia esile esile.
(andrea tagliacozzo)

I racconti del gatto nero

Ispirato alla serie televisiva
The Tales From the Darkside
. Un bambino, catturato da una sconosciuta che vorrebbe cucinarselo, prende tempo raccontando alla donna tre storie dell’orrore: la prima ha per protagonista una mummia riportata in vita da uno studente; la seconda un gatto nero dotato di poteri soprannaturali; la terza un demone di pietra. Quest’ultimo episodio è il migliore del film, un horror di discreta fattura anche se non troppo originale. Buona anche la seconda storia, ben sceneggiata da George Romero da un racconto di Stephen King.
(andrea tagliacozzo)

La scatola misteriosa

Un tecnico radiotelevisivo, recatosi a casa dell’ex-moglie per prelevare un misterioso pacco, s’imbatte nel cadavere di uno sconosciuto. All’interno del pacco trova l’elemento di un computer, alla caccia del quale un lestofante ha sguinzagliato i suoi truci scagnozzi. Il volenteroso Michael Keaton – che due anni più tardi balzerà alla notorietà internazionale grazie al Batman di Tim Burton – non riesce a risollevare le sorti di un film inutilmente complicato nella trama, ma senza veri guizzi o trovate. (andrea tagliacozzo)

Il vincitore

Marcus e David sono due fratelli appassionati di ciclismo: il primo è un medico sportivo, mentre l’altro, che è ancora uno studente, soffre da tempo di strani malesseri e crede di avere ereditato la malattia del padre, morto per un aneurisma. Insieme si iscrivono a un’impegnativa gara ciclistica da svolgersi sulle montagne del Colorado. Un buon prodotto commerciale, ben diretto da un abile mestierante come Badham e interpretato da un Kevin Costner ancora lontano dai fasti di Balla coi lupi , ma già in gran forma. (andrea tagliacozzo)

Commando

L’aspirante dittatore di un Paese del Centro America rapisce la figlia di un ex colonnello statunitense per costringere quest’ultimo ad aiutarlo nella sua ascesa al potere. Ma l’ex militare, armato di tutto punto, scatena una vera e propria guerra contro il sudamericano. L’ironica e divertente sceneggiatura di Steven E. Souza – in seguito autore dei copioni di
Trappola di cristallo
e del sottovalutato
Hudson Hawk
– rende gustoso un film altrimenti insopportabile, diretto con mano pesante dal non eccelso Mark L. Lester. La produzione è di Joel Silver, lo stesso dei film summenzionati, della serie
Arma letale
e di The Matrix.
(andrea tagliacozzo)

La guerra del fuoco

Una pacifica tribù vissuta 80.000 anni fa viene attaccata dalle scimmie e dai lupi e il loro fuoco, essenziale per la sopravvivenza, viene spento. Loro non sanno come accendere il fuoco, per cui tre di loro si incamminano per trovarne ancora. Non epico come intendeva essere, ma comunque divertente, teso, toccante — e affascinante. I linguaggi speciali sono stati escogitati da Anthony Burgess, e il linguaggio del corpo e i gesti concertati da Desmond Morris; il trucco ha vinto un Oscar. Girato in Kenya, Scozia, Islanda e Canada.