Bronx 41° distretto di polizia

Murphy è un onesto agente di polizia che da quattordici anni presta servizio nel Bronx, il famigerato quartiere di New York. L’assassinio di due poliziotti provoca l’arrivo nel Distretto (soprannominato «Fort Apache») di un nuovo capitano deciso ad imporsi con le maniere forti. Il film, diretto con discreto mestiere da Daniel Petrie, si ricorda soprattutto per l’ottima interpretazione di Paul Newman.
(andrea tagliacozzo)

Atto di forza

Da un racconto di Philip K. Dick (l’autore di Blade Runner). In una Chicago del futuro, un operaio ha flebili ricordi di una esistenza precedente. Sbarcato su Marte, l’uomo scopre di essere un agente segreto e di dover portare a termine una difficile missione. Una trama a dir poco intricata, non sempre facile da seguire, non diminuisce comunque l’impatto visivo del film, davvero notevole. Perfetto, nel ruolo, il granitico Schwarzy. Sharone Stone, qui in un ruolo di secondo piano, tornerà in veste da protagonista nel successivo film di Verhoeven, Basic Instinct. (andrea tagliacozzo)

Con Air

Megafilm megastupido, ambientato a bordo di un aeroplano della polizia pieno di efferati criminali e di una manciata di prigionieri in libertà vigilata: tra questi ultimi c’è Cage, che era stato ingiustamente incarcerato. Una volta che l’aereo è decollato, i cattivi raggirano la sorveglianza e hanno la meglio. Alcuni buoni attori non possono fare di meglio con una sceneggiatura così insulsa, anche se zeppa di esplosioni e numeri acrobatici. Due nomination all’Oscar per il sonoro e la miglior canzone.

Don Juan De Marco, maestro d’amore

Un bizzarro giovane è convinto di essere una reincarnazione di Don Giovanni. Va da un vecchio psicanalista che cerca senza molta fortuna di curarlo. Ma forse il ragazzo ha davvero ragione… Un regista senza nerbo dirige una propria sceneggiatura, curiosa e onirica: ne viene fuori una pellicola bizzarra e del tutto sbilenca, piena di cadute di ritmo e sdolcinature eccessive, che probabilmente verrà ricordata più che altro per lo scontro di grandi attori che mette in scena. Marlon Brando, pur enormemente imbolsito, fornisce infatti una delle sue prove più carismatiche degli ultimi tempi, forse stimolato dall’avere di fronte l’unico erede della generazione sua e dei Montgomery Clift. Depp in effetti è straordinario e domina il film, duettando con una Faye Dunaway ormai di plastica ma molto autoironica: convincente quando è romantico, conserva sempre un’aria folle, slapstick, in qualche modo burtoniana.
(emiliano morreale)

F/X 2 – Replay di un omicidio

Rollie Tyler, che un tempo lavorava nel mondo del cinema come tecnico degli effetti speciali, viene contattato dalla polizia per provocare la finta morte di un uomo, ex marito della sua ragazza. Ma qualcosa va storto e l’uomo muore realmente. Rollie, nei guai fino al collo, chiede aiuto a un poliziotto di sua vecchia conoscenza, Leo. Banale thriller poliziesco che non regge minimamente il confronto con il precedente episodio realizzato da Robert Mandel nell’86.
(andrea tagliacozzo)

Tutto può succedere

Harry Sanborn ha sessantatre anni. E una originale teoria sentimentale: uscire solo con donne sotto i trenta, che sono meno impegnative. E così fa. È un play boy inguaribile, un uomo di successo, un produttore discografico di dischi rap. Che trascorre il week-end ad Hamptons, vista oceano, con una incantevole trentenne. È in cucina in mutande quando arrivano la di lei madre e zia. La madre è Erica Barry, una famosa drammaturga. Imbarazzo. I quattro decidono di trascorrere comunque qualche giorno sotto lo stesso tetto. Ma mentre si sta divertendo con la giovane Marin, Harry ha un principio d’infarto. Ricovero all’ospedale, lo cura un bel dottorino… E qui tutto può succedere: il giovane dottore è ammaliato dalla scrittrice che potrebbe essere sua madre, l’infartuato dalla ragazzina che potrebbe essere sua figlia, mentre scrittrice e infartuato, tutti e due sulla sessantina, prima bisticciano, poi chattano da una stanza all’altra della casa come ragazzini, poi…

Gradevolissima commedia firmata da Nancy Meyers
(What Women Want)
con due mostri di Hollywood, Jack Nicholson e Diane Keaton, e un drappello di coprotagonisti di livello (da Keanu Reeves, a Frances McDormand, ad Amanda Peet, allo Starsky televisivo Paul Michael Glaser). Jack Nicholson, intanto, è il ricco e impenitente proprietario della casa discografica «Spara e scappa records». Bravissimo Nicholson, ingrassato, gigione (ma non esasperato come abbiamo visto in passato), autoironico – con tutte le debolezze del suo personaggio, dal viagra alla collezione di amanti giovani – e con le chiappe al vento. Sembra quasi che il premio Oscar per
Qualcuno volò sul nido del cuculo
faccia un po’ il verso a se stesso. A un signore di una certa età che ancora non ha messo la testa a posto… Con esiti esilaranti. Poi c’è una bravissima Diane Keaton, la donna lasciata dal marito (anche lui per una che potrebbe essere sua figlia e che sta per sposare), arroccata nella sua torre d’avorio dove scrive commedie, con golfini collo alto anche in piena estate, un po’ nevrotica e rassegnata alla terza età che incombe… In questo film la – per lungo tempo – musa di Woody Allen appare senza veli. In una scena velocissima e affannata, mostra ancora una invidiabile linea. C’è anche Keanu Reeves, che fa il bello, un po’ ingessato, e il premio Oscar Frances McDormand
(Fargo).
Ci sono insomma i problemi dell’amore, a tutte le età (trattati in ben altro modo rispetto a
The Mother…)
Con le risate, i pensieri, le paure, le angosce in cui ci si può riconoscere. Con una buona dose di commozione. E con una buona fetta di film che si poteva agevolmente tagliare senza che la storia ne risentisse. Anzi. Diane Keaton è in lizza come miglior attrice per gli Oscar 2004.
(d.c.i.)