Il bisbetico domato

In seguito a un guasto alla propria automobile, la bella e giovane Lisa è costretta a fermarsi in un pasino nei pressi di Voghera. Qui s’innamora di Elia, un facoltoso agricoltore noto per la sua misoginia. Sedurlo è un’impresa, ma la giovane è pronta a tutto. Filmetto inutile (botteghino a parte), praticamente indistinguibile dagli altri confezionati su misura per il molleggiato dalla premiata ditta Castellano & Pipolo. Insopportabile la Muti. Celentano ha carisma, ma non basta a farne un attore.
(andrea tagliacozzo)

La terza stella

Proprietario dell?albergo a due stelle Belvedere, Ale tenta di migliorarne la qualità l fine di ottenere la tanto agognata terza stella. Il cognato Franz gli del filo da torcere mettendosi in testa di aiutarlo nella conduzione dell’hotel e complicando tutto con il suo carattere stralunato e la sua personalissima visione del mondo. Tre malviventi ospiti dell’albergo li coinvolgeranno nei loro loschi piani, mentre tutto il paese è in fibrillazione per l’evento più atteso dell’anno: la partita a scacchi con pedine viventi.

Seguendo le orme di molti loro colleghi, anche la coppia più popolare delle ultime edizioni di
Zelig
gioca la carta cinematografica. Ale e Franz, parole loro, si «alzano dalla panchina» per muoversi nell’ambiente circostante e interagire con altri personaggi. Purtroppo ciò che funziona sulle assi di un palcoscenico, ed eventualmente anche in tv in sketch da tre-quattro minuti, non sempre al cinema è altrettanto efficace. Prigionieri dei loro personaggi televisivi, i due comici naufragano in una sceneggiatura improbabile (scritta da loro stessi assieme al regista Alberto Ferrari e a Stefano Sudriè e nulla aggiungono a quanto già visto sul piccolo schermo, togliendo semmai ritmo e divertimento alle gag della panchina.  Da consigliare solo ai cultori della coppia, forse nemmeno a loro.

Pappa e ciccia

Il film è diviso in due episodi: nel primo, Lino Banfi è un meridionale emigrato in Svizzera che, sebbene abbia trovato solo un modesto lavoro da imbianchino, ai parenti rimasti in Italia fa credere di essere diventato miliardario speculando in Borsa; nel secondo, Paolo Villaggio è un impiegato che si concede un’allucinante e disastrosa vacanza in Kenya. Tutto suona già scontato e solo raramente qualche gag riesce a strappare una risata.
(andrea tagliacozzo)