Zia Julia e la telenovela

Un film eccentrico, ambientato nella New Orleans del 1951: Reeves è un giovane sensibile che si innamora della zia sexy (Hershey) e nel contempo subisce l’influenza di Falk, uno scrittore terribilmente bizzarro, autore di una soap-opera radiofonica che attinge alla vita reale in modi che il suo giovane protetto non può nemmeno concepire. Divertente, strano e originale: non sempre centrato, ma con alcuni momenti ispirati. Falk è esilarante, e ci sono volti familiari in gustosi cammei. Musica di Wynton Marsalis, che fa anche un’apparizione. Tratto dal romanzo omonimo di Mario Vargas Llosa.

Lo sbarco di Anzio

Tratto dal libro Anzio di Wynford Vaughan-Thomas. Nel 1944, un corrispondente di guerra americano si aggrega alle forze alleate in procinto di sbarcare sul litorale laziale. Ma l’eccesiva facilità dell’operazione insospettisce il giornalista. Una discreta produzione nostrana (di Dino De Laurentiis, con fotografia di Giuseppe Rotunno e musiche di Riz Ortolani), con un buon cast americano (anche se Robert Mitchum, Arthur Kennedy e Robert Ryan sono un po’ stagionati, mentre Peter Falk, almeno all’epoca, non poteva dirsi un divo). Spettacolare, ma una spanna al di sotto dei veri kolossal hollywoodiani. Come per
Barbablù
, realizzato quattro anni più tardi, il film è stato supervisionato da Edward Dmytryk.
(andrea tagliacozzo)

Il cielo sopra Berlino

Avvincente, poetico e affascinante, una fiaba che fa meditare: due angeli vagano per le strade di Berlino Ovest, osservando la vita che li circonda e immaginando come potrebbe essere sentirsi umani. Sceneggiato da Wenders e Peter Handke e in parte ispirato ad alcune poesie di Rainer Maria Rilke. Un “must”. Con un sequel (Così lontano così vicino!) e un remake americano (City of Angels — La città degli angeli). Miglior Regia a Cannes e nomination alla Palma d’Oro.

La grande corsa

Due acerrimi nemici, il giovane e aitante Leslie e il diabolico professor Fate, partecipano a una corsa automobilistica da New York a Parigi indetta da un quotidiano americano. A bordo dell’auto del giovanotto si aggrega l’intraprendente giornalista Maggie Dubois. Una commedia prolissa, ma estremamente divertente in cui Blake Edwards recupera gli stereotipi e le gag del cinema muto (con tanto di torte in faccia), ispirandosi nel tono surreale e catastrofico anche alle assurde trovate dei cartoni animati (i disastrosi esperimenti volanti di Jack Lemmon). Ad aumentare la godibilità dell’insieme ci pensano gli interpreti: un Tony Curtis affascinante, al massimo della forma; una Natalie Wood bellissima e autoironica; nonché uno scatenato Jack Lemmon, irresistibile nei suoi duetti con Peter Falk. Il segmento ambientato nello staterello europeo con il sosia di Jack Lemmon è ovviamente una parodia de
Il prigioniero di Zanda
.
(andrea tagliacozzo)

Una moglie

Tipicamente lungo e autoindulgente, questo film di Cassavetes delinea vagamente le relazioni di una donna sull’orlo di un collasso nervoso e il suo autoritario marito che non è in grado di affrontare la situazione. Le forti interpretazioni di Rowland e Falk sono le principali virtù di questo film. Nominato per due statuette (Miglior Regia e Mglior Attrice Protagonista).

Invito a cena con delitto

Un eccentrico miliardario ospita nel suo castello cinque celebri investigatori, sfidandoli a risolvere una intricata serie di assassini. Un film che con un pizzico di sforzo in più da parte degli autori (tra i quali lo sceneggiatore Neil Simon) avrebbe potuto essere quasi memorabile. Invece il ritmo è alquanto fiacco, le trovate così così e l’insieme risulta solo a tratti divertente. Gli interpreti, indubbiamente bravi, fanno il verso ad alcuni celebri detective della letteratura e del cinema (Philip Marlowe, Hercule Poirot, Miss Marple…). Ma su tutti spicca un irriconoscibile Peter Sellers, maestro nei trasformismi, nei panni di Sidney Wang (parodia di Charlie Chan).
(andrea tagliacozzo)

Il grande imbroglio

Un assicuratore ha bisogno di denaro per poter mandare i suoi tre figli alla prestigiosa Yale University, così viene coinvolto da una donna (D’Angelo) nell’organizzazione dell’omicidio del marito (Falk). Si riuniscono gli interpreti di Una strana coppia di suoceri del 1979, ma questa volta il film ha incontrato un sacco di problemi produttivi, e non è quasi stato distribuito. Andrew Bergman ha scritto la sceneggiatura con lo pseudonimo di Warren Bogle.

Angeli con la pistola

Una anziana mendicante è preoccupata per l’imminente arrivo della figlia, studente in Europa, che la crede una signora del bel mondo. Dave, gangster dal cuore d’oro, decide di aiutare la vecchia rivestendola da capo a piedi per non farla sfigurare agli occhi della ragazza. Il film, l’ultimo nella carriera di Frank Capra, è il rifacimento di Signora per un giorno , realizzato nel 1933 dallo stesso regista. Lo smalto di Capra non è più quello di una volta, ma la pellicola si lascia guardare con piacere. Rifatto a Hong Kong nel 1989 da Jackie Chan con il titolo Miracles: The Canton Godfather (O Mr. Canton and Lady Rose). Tre nomination agli Oscar. (andrea tagliacozzo)

California Dolls

Francamente non si capisce perché, ma questa vicenda (incentrata sulla storia di due bellissime lottatrici e dei loro manager), pur se costruita in modo bislacco e con una sceneggiatura assolutamente priva di profondità, è davvero divertente. Il match per il titolo di campionessa vi terrà incollati allo schermo. L’ultimo film di Aldrich è anche uno die più belli e malinconici. Corruzione, arrivismo, crudeltà affaristica: temi già affrontati dal regista ma la rabbia impetuosa e la voglia di non chinare la testa li rendono ancora efficaci. Ritmo, dialoghi e interpretazioni sono da manuale si ride e ci si commuove in egual misura.

Sindacato assassini

Storia ben costruita e basata sulle vere vicende dell’organizzazione criminale del titolo, con Falk in particolare nel ruolo di Abe Reles, lo sfortunato assassino numero uno del sindacato. Tra i ruoli secondari molti volti noti (Vincent Gardenia, Sylvia Miles, Seymour Cassel). 

Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo

Un vecchio gangster morente, vittima di un incidente stradale, rivela ai suoi soccorritori che in un luogo di Las Vegas è sepolto l’ingente bottino di una rapina. Questi ultimi si scatenano l’uno contro l’altro in una indecorosa, folle corsa verso il denaro. Del malloppo vorrebbe entrare in possesso anche un anziano ufficiale di polizia. Commedia iperspettacolare, ispirata alle vecchie commedie «slapstick» dei tempi del muto. La gag non sempre sono originali o risultano divertenti, ma l’insieme è tenuto saldamente in mano dalla regia di Stanley Kramer, anche grazie all’apporto dell’ottimo cast. Il regista tornerà a dirigere Spencer Tracy quattro anni più tardi in
Indovina chi viene a cena?
. Dovevano far parte del cast anche Groucho Marx che rifiutò per questioni di soldi e Stan Laurel, che si sentiva troppo vecchio per far ridere.
(andrea tagliacozzo)

Così lontano, così vicino!

Il cast perfetto di Wenders (se non il film perfetto di Wenders) riprende da dove aveva lasciato il più riuscito, Il cielo sopra Berlino. Stavolta è l’angelo Sander a divenire mortale, unendosi al vecchio amico celeste Ganz: il quale è ora sposato con l’acrobata di circo Dommartin, con cui sta crescendo una figlia e gestisce una pizzeria nella Germania riunificata. Il film procede in maniera più leggera del precedente, ma anche più superficiale; nelle parti iniziale e finale è sempre una prova ai limiti, pur essendo stato ridotto da 164 minuti.

Mariti

Cassavetes si rifà a Volti, ma l’esito non è al medesimo livello: la storia è incentrata su tre amici di mezza età che partono per l’Europa dopo la morte di uno di loro. Non mancano alcune buone scene, ma il film risente dell’abituale autoindulgenza di Cassavetes. Originariamente distribuito in una versione da 154 minuti. Una nomination ai Golden Globes per la sceneggiatura.