Superman Returns

Cinque anni sono passati da quando Superman ha lasciato la Terra per raggiungere eventuali sopravvissuti sui resti del suo pianeta natale, Krypton. Ma ora che è tornato, le cose non sono proprio come le aveva lasciate: l’amata Lois Lane ha avuto un bambino e si è legata a un nuovo compagno, Charles. In più, il perfido Lex Luthor sta tramando nell’ombra per portare a compimento un diabolico piano: combinare i cristalli lasciati dal supereroe nella Fortezza della Solitudine con della kryptonite estratta da un frammento meteoritico, per dare così origine a un nuovo continente nel centro dell’Oceano Atlantico, e da lì dettare le proprie condizioni al mondo intero.

La recensione

Sono passati quasi venti anni dall’ultimo
Superman,
il quarto e pomposo episodio interpretato dall’indimenticabile

La leggenda degli uomini straordinari

Londra, 1899. Il mondo sembra essere in serio pericolo a causa di un pazzo criminale la cui identità è ignota a tutti. Con una serie di rappresaglie e attentati nelle principali capitali europee, l’uomo scatena la sfrenata corsa agli armamenti da parte di tutti i governi europei. M, misterioso personaggio al servizio di Sua Maestà la Regina, convoca una squadra di uomini straordinari, chiamati a salvare il mondo in nove ore. Il leggendario cacciatore Allan Quatermain, il pirata Capitano Nemo a bordo del suo futuristico Nautilus, la vampira Mina Harker, l’uomo invisibile Rodney Skinner, l’agente dei Servizi Segreti americani Tom Sawyer, Dorian Gray e il Dottor Jekyll/Mister Hyde formano l’invincibile team. Ma la stravagante squadra di eroi scoprirà presto che ciò che doveva essere una missione di pace, si trasformerà in realtà in un diabolico tranello.

Ex creatore di effetti speciali, Stephen Norrington conferma la sua passione per le pellicole d’intrattenimento. E con Connery e compagni il divertimento è assicurato. A questo «fumettone» ambientato a cavallo tra il Diciannovesimo e il Ventesimo secolo non manca nulla. Non manca il cattivo per antonomasia, perfido e misterioso come da copione. Non manca l’eroe disincantato e ironico che ha visto in faccia la morte e sa cavarsela in ogni situazione. Non mancano neanche la bella di turno (in questo caso un’affascinante vampira) e il giovanotto coraggioso e inesperto. A completare il paesaggio ecco diversi personaggi mutuati dal romanzo: il Capitano Nemo a bordo del Nautilus in versione moderna, il Dottor Jekyll e il suo doppio Mister Hyde, l’immortale e bellissimo Dorian Gray. Battaglie, scontri, storie d’amore ed effetti speciali in quantità caratterizzano un film che viaggia tra fantasy, horror e avventura. Sean Connery, dall’alto dei suoi settantatré anni, interpreta un personaggio che sembra ritagliato apposta per lui. In sole venti settimane di riprese, Norrington è riuscito a costruire un buon prodotto, garantendo la giusta dose di intrattenimento e ironia. Si tratta di una favola moderna, realizzata secondo tutti i cliché del genere e adatta non solo ai più piccini ma anche a un pubblico adulto. Nonostante l’inevitabile confusione che in alcuni momenti frastorna lo spettatore (forse la carne al fuoco è troppa),
La leggenda degli uomini straordinari
rimane una pellicola da consigliare, soprattutto a chi non ha dimenticato i miti dell’infanzia.
(emilia de bartolomeis)

Mercy-Senza pietà

Una poliziotta deve risolvere il caso di un pluriomicida maniaco. Ma si imbatte in uno piscanalista travestito e in una lesbica che fa parte di una setta segreta… I film sui serial killer da qualche anno si assomigliano tutti. Questo
Mercy
di Damian Harris non solo non fa eccezione, ma si colloca al di sotto di una media già di per sé bassa. Solite morti sospette, solita figura femminile con qualche problema personale nei panni del detective e solita trafila di indagini che scavano nel torbido di qualche mente traviata. Che stavolta l’agente si chiami Catherine Palmer e non Clarice Starling come ne
Il silenzio degli innocenti
non fa molta differenza. E che inoltre, strada facendo, ci si addentri in un pericoloso terreno di amore (saffico) e di morte, non può non far venire in mente i tanti, troppi, sexy-thriller scritti da Joe Esztheras (
Basic Instinct, Jade
), che erano persino migliori di questo
Mercy
. Cosa resta? La suspence? Quella di
Mercy
lascia un tantino a desiderare. Allora cos’altro? L’attrice protagonista, per esempio: Ellen Barkin è sempre brava con quella sua aria grintosa, volgare e nel contempo ambigua.
(anton giulio mancino)