I ragazzi della mia vita

«Un giorno può farti cambiare la vita in meglio, un altro rovinartela. La nostra intera esistenza si riduce a quattro o cinque giorni importanti in grado di determinare tutto». Questa la frase cardine del film
I ragazzi della mia vita,
che racconta la vita della scrittrice Beverly Donofrio. Bev (Drew Barrymore) vive a Wallingford nel Connecticut, papà poliziotto e mamma casalinga. A 15 anni rimane incinta di un poco di buono innamoratissimo di lei. Decide di sposarsi e di sacrificare, momentaneamente, il suo sogno: andare al college a New York e diventare scrittrice. Il matrimonio naufraga a causa della tossicodipendenza del marito e Beverly deve crescere da sola suo figlio Jason. Riuscirà a realizzare il suo sogno? Ovviamente sì, visto che si racconta la vita della scrittrice Beverly Donofrio. Ma a che prezzo? Soggetto molto interessante, non sempre sostenuto da una sceneggiatura convincente. Chi invece convince molto è la bravissima Drew Barrymore, sempre più padrona della scena e dei suoi mezzi talentuosi. Una storia di sogni infranti contro lo squallore della vita di una periferia alla periferia d’America, lottando per se stessi e per chi si ama. Magari non sempre in maniera ortodossa.
(andrea amato)

Risvegli

Nel 1969, Malcolm Sayer, medico del Bainbridge Hospital di New York, sperimenta su un malato affetto da encefalite letargica, Leonard Lowe, un nuovo farmaco. Dopo ripetuti tentativi, il paziente mostra segni di ripresa e torna lentamente a una vita normale. Un film furbo e melenso, ma ben confezionato e, soprattutto, magistralmente recitato dai due protagonisti. La sceneggiatura, tratta dal libro di Oliver Sacks, è scritta da Steven Zaillian, premiato con l’Oscar nel ’94 per
Schindler’s List
.
(andrea tagliacozzo)

Jumpin’ Jack Flash

Terry, operatrice al computer in una banca, vede comparire sul monitor la richiesta d’aiuto di un misterioso agente segreto inglese, nei guai fino al collo in un Paese dell’Est, e si ritrova coinvolta in un intricato caso di spionaggio internazionale. Commediola scacciapensieri vivacizzata dalla dirompente carica comica di Whoopi Goldberg. Nel finale del film, appare a sorpresa Johnatan Pryce (l’interprete di
Brazil
) nei panni del misterioso agente.
(andrea tagliacozzo)

Big

Stanco di essere un ragazzino e di subire le imposizioni dei più grandi, il tredicenne Josh chiede a una strana macchina del Luna Park, raffigurante un mago orientale, di diventare adulto. La mattina dopo, con sua grande sorpresa, Josh si ritrova trasformato in un ragazzone di venticinque anni. Una piacevole commedia, realizzata in contemporanea con il similare
Da grande
di Franco Amurri. Tom Hanks, perfettamente a suo agio nel ruolo dell’adulto-bambino, si meritò una candidatura come miglior attore agli Oscar 1988 (la statuetta poi andò a Dustin Hoffman, protagonista di
Rain Man).
(andrea tagliacozzo)