L’alba dei morti dementi

Affascinante commedia su un giovane lavoratore (Pegg) che lentamente — molto lentamente — inizia a rendersi conto che Londra è stata invasa dai morti viventi. Il suo unico alleato è l’insulso compagno di stanza, il suo unico pensiero salvare la fidanzata (che lo ha appena mollato) e la mamma. Ingegnoso e divertente, che siate fan del genere zombi o meno. Dalla squadra responsabile della serie tv britannica Spaced. Scritto dal regista e dal protagonista Pegg. Super 35.

Iris – Un amore vero

La storia vera della scrittrice anglo-irlandese Iris Murdoch, autrice di 25 romanzi, gialli psicologici in cui vengono raccontate complicate e sofisticate relazioni sessuali. Professoressa di filosofia, la Murdoch ha sposato John Bayley, critico letterario. Nel 1997, all’età di 78 anni, le viene diagnosticato il morbo di Alzheimer. Suo marito le rimase a fianco fino alla fine, che giunse nel febbraio del 1999. Film basato su due mondi paralleli, quello del ricordo e il presente. Il primo permeato da un’aurea sognante, quasi etereo, in cui i ricordi di gioventù riaffiorano in maniera leggera, per poi diventare gabbie di dolori e dubbi irrisolti. Il presente, invece, si manifesta in tutta la sua angoscia, inquietudine, drammaticità del vivere quotidianamente in un mondo che piano piano si spegne. Incredibili Judi Dench, nella parte di Iris malata, e Jim Broadbent, nella parte di John Bayley, che riescono a trasmette re in maniera emozionante cosa prova un nucleo familiare colpito da una tragedia simile, come l’Alzheimer. La Dench è candidata al premio Oscar come migliore attrice, Jim Broadbent migliore attore non protagonista e Kate Winslet (nella parte di Iris da giovane) come migliore attrice non protagonista. (andrea amato)

Grido di libertà

Film commovente e travolgente che descrive la figura dell’attivista sudafricano Steve Biko (ben interpretato da Washington) e della sua amicizia con il (battagliero) redattore di quotidiano Donald Woods (Kline). Purtroppo la seconda parte del film, se non si conta il personaggio di Biko, perde slancio: si sofferma per troppo tempo, infatti, sulla fuga dal Sudafrica messa in atto da Kline e famiglia ma, ingegnosamente, vengono inseriti i flashback di Biko che fanno riprendere filo e ritmo alla narrazione. Sceneggiatura di John Briley. Esiste una versione allungata di 23 minuti, realizzata per permettere alla televisione di dividere il film in due parti.