Tredici variazioni sul tema

Un professore metodico e ordinato decide di cambiare vita grazie a una donna. Un giovane procuratore è stravolto da un incidente. Un manager invidioso e rancoroso decide deliberatamente di distruggere la vita di un gioviale collega. Una moglie deve affrontare l’adulterio del marito. Una giovane donna delle pulizie, sempre ottimista, cambia atteggiamento verso la vita. Cinque storie diverse, contemporanee, che s’intrecciano tra loro fino a formarne una unica. Un film su come le nostre azioni possano non solo cambiare la nostra vita, ma anche quella degli altri. Una narrazione temporale che viaggia dal presente, al passato, al futuro. Un film che invita a ponderare meglio le nostre decisioni e a immaginare le conseguenze di ogni nostra minima scelta o reazione, anche se apparentemente casuale. Come può essere un sorriso a uno sconosciuto. Bella prova di scrittura e di regia da parte di Jill Sprecher, aiutata nella sceneggiatura dalla sorella Karen. I cambi di ritmo, di tempo e di storia sono realizzati con molta leggerezza e l’uso della musica aiuta il percorso dello spettatore. Film corale in cui tutti sono protagonisti, tutti portano una storia.
(andrea amato)

Il cattivo tenente

In pericolo di vita per un debito di gioco che non riesce a onorare, un poliziotto corrotto, maniaco e vizioso si mette in testa di ritrovare i violentatori di una suora. Il film che rivela Abel Ferrara come «autore». Controverso, a tratti compiaciuto, esplicito. Un film che è stato amato e odiato, il più «ferrariano» dei lavori di Ferrara. Tuttavia, innegabilmente, un’opera di grande potenza. Certo, il maledettismo metropolitano sfiora quasi la maniera, il binomio sesso-violenza è frequentato con compiacimento, ma l’indagine crudele sul corpo di Harvey Keitel è da underground d’altri tempi, e il cattolicesimo forsennato dell’autore è portato a limiti che forse solo il finale di
Blackout
o l’orgia di
Addiction
supereranno. Un finale di sacrificio altissimo e composto, che innalza Ferrara – per chi non lo avesse ancora capito – tra i grandi del cinema contemporaneo.
(emiliano morreale)