Pazzi in Alabama

Racconto picaresco ambientato nel sud degli Stati Uniti attorno alla metà degli anni Sessanta: la Griffith, maltrattata dal marito, lo decapita e abbandona i suoi sette figli per andare a Hollywood a cercare fortuna e successo, portandosi dietro la testa del maritino in una cappelliera. Nel frattempo la sua nipotina si troverà a dover fronteggiare il razzismo. Questo film non riesce a tenere insieme le due storie parallele ma cattura la nostra curiosità. Lodevole debutto alla regia di Banderas, con la moglie perfetta per la sua parte. Super 35.

Nemici: una storia d’amore

La vicenda, tratta dal libro di Isaac Bashevis Singer, è ambientata nella New York dell’immediato dopoguerra. L’ebreo Herman ha sposato in seconde nozze una polacca che lo ha sottratto alle persecuzioni naziste. Sebbene affezionato alla consorte, Herman ha un’amante, Masha, sua correligionaria. A complicare le cose arriva Tamara, la prima moglie, che l’uomo credeva morta nei campi di sterminio. Tra le prove più complesse e ambiziose di Paul Mazursky, solitamente più a suo agio con la commedia. Anche se non privo di spunti ironici ed umoristici, il film è permeato di un’atmosfera inquietante, dovuta al tragico vissuto dei protagonisti che, come la moglie di Herman, torna puntualmente a riaffiorare. Formidabile il trio d’interpreti (la Olin e la Huston vennero entrambe candidate all’Oscar).
(andrea tagliacozzo)

Il dittatore del Parador in arte Jack

Un non troppo fortunato attore americano, che si trova in un Paese del Sud America per girare un film, viene reclutato da uno spietato capo della polizia locale, ex ufficiale nazista, per impersonare la parte del defunto dittatore. L’attore, calandosi abilmente nel ruolo, riesce ad ingannare tutti, tranne l’amante del tiranno. Lo spunto del film è per certi versi troppo simile a Il prigioniero di Zenda, anche se la regia di Mazursky e l’interpretazione di Richard Dreyfuss riescono a sopperire alla mancanza di originalità e alle debolezze di una sceneggiatura non proprio perfetta.
(andrea tagliacozzo)

Su e giù per Beverly Hills

A Los Angeles, un vagabondo che vive ai margini della società tenta il suicidio gettandosi nella piscina di un ricco fabbricante di stampelle. Il barbone, salvato dal provvidenziale intervento dell’industriale, viene ospitato nella splendida villa di questi per un periodo che si rivela più lungo del previsto. Gli ottimi protagonisti e una solida regia riscattano una sceneggiatura tutt’altro che originale (ispirata, tra l’altro, al testo teatrale di René Fauchois e al film di Jean Renoir
Boudu salvato dalle acque
).
(andrea tagliacozzo)

Un uomo, una donna e una banca

Film non necessario ma inoffensivo su un colpo in banca da 4 millioni di dollari, con buone performance dei tre protagonisti. Magicovsky non è molto affascinante nei panni di un suicida maniaco della panna montata, ma quanti aspiranti suicidi maniaci della panna montata simpatici conoscete?