Dopo Waterloo – Il ritorno del kentuckiano

Floretta, figlia di un ufficiale napoleonico rifugiatosi in America, s’innamora di John Breen, ex soldato del reggimento del Kentucky che si è unito ai coloni. La ragazza, però, è già promessa a un ricco quanto disonesto proprietario terriero. Nonostante la presenza carismatica di John Wayne, il film non si solleva dalla media di altre pellicole del genere. Una delle rare apparizioni solitarie di Oliver Hardy senza il compagno di sempre, Stan Laurel.
(andrea tagliacozzo)

Zabriskie Point

In fuga su un aereo perché accusato di aver ucciso un poliziotto, Mark incontra nel deserto una ragazza con cui fa l’amore a Zabriskie Point (il punto di massima depressione geologica degli Stati Uniti)… Divagante studio di un europeo sull’aggressivo, materialistico e inflessibile stile di vita americano, Antonioni cercò di aggiornare i suoi temi e il suo linguaggio: ma la sua interpretazione del ribellismo giovanile già allora suonava enfatica e fasulla. Due sequenze fortemente simboliche sono passate alla storia: la visione delle coppie che amoreggiano nel deserto, accompagnata dalle improvvisazioni alla chitarra di Jerry Garcia dei Grateful Dead, e l’esplosione finale dei simboli del benessere, girata al rallentatore con 17 macchine da presa. su musica dei Pink Floyd. 

I quattro figli di Katie Elder

Alla morte della madre, avvenuta in circostanze misteriose, i quattro figli di Katie Elder si riuniscono per le esequie. Dopo aver scoperto che la loro fattoria è stata venduta in maniera poco chiara, i fratelli Elder decidono d’indagare in proposito. Western vecchio stampo, poco originale ma piacevole, ben sorretto dall’indubbia bravura degli interpreti (Wayne e Martin in evidenza).
(andrea tagliacozzo)

El Dorado

Un pistolero arriva a El Dorado dove è stato assoldato da un ricco allevatore, ma un suo vecchio amico, ora sceriffo della contea, lo informa che il suo nuovo padrone intende appropriarsi con la forza dei terreni appartenenti a una famiglia di coloni. Quasi un remake di
Un dollaro d’onore
, realizzato otto anni prima dallo stesso regista e con lo stesso Wayne nel ruolo del protagonista. Hawks torna sui temi che gli sono più cari (l’amicizia virile primo su tutti) con una punta in più di ironia rispetto al passato, mettendo in scena un magnifico gruppo di anti-eroi cinematografici che, oltre ai nemici, devono affrontare anche i propri acciacchi e l’età che avanza implacabilmente. Nel 1970, sarà ancora John Wayne l’interprete principale dell’ultimo film del grande Howard Hawks,
Rio Lobo
, chiusura ideale di una trilogia iniziata proprio con
Un dollaro d’onore
.
(andrea tagliacozzo)