Corriere diplomatico

Alla stazione di Salisburgo, un agente segreto americano deve ricevere da un collega del Dipartimento di Stato un importante documento, ma un imprevisto rimanda la consegna. Saliti entrambi sul treno che porta a Trieste, il primo viene eliminato da due spie nemiche, mentre l’altro, venuto in possesso della sua borsa, si accorge che il documento è sparito. Avvincente film di spionaggio diretto con mano sicura da Henry Hathaway. Brevi apparizioni per Charles Bronson e Lee Marvin, all’epoca ancora sconosciuti.
(andrea tagliacozzo)

La fonte meravigliosa

Da un romanzo di Ayn Rand. Un giovane architetto rinuncia al facile successo pur di non tradire le sue idee rivoluzionarie e si riduce a lavorare in un miniera. Qui s’innamora della figlia del padrone, Dominique, che ricambia i suoi sentimenti. Ma il giovane, chiamato a New York per ragioni di lavoro, sparisce improvvisamente. A dispetto dell’ottimo cast e del regista, un lavoro non eccezionale, anche se può contare su un buon numero di estimatori. (andrea tagliacozzo)

Colazione da Tiffany

Colazione da Tiffany

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Audrey Hepburn in una scena del film

Diretto da Blake Edwards, Colazione da Tiffany (1961) è ambientato a New York. Protagonista delle vicende è Holly Golightly (Audrey Hepburn), che passeggia di fronte alle vetrine del prestigioso brand Tiffany mangiando un croissant. Poco tempo dopo, la ragazza conosce un suo nuovo vicino di casa, Paul Varjak (George Peppard). Tra i due nascerà uno strano rapporto, attraverso eventi decisamente non convenzionali. Holly, infatti, è una giovane donna anticonformista che vive “alla giornata”, con un modo di fare smaliziato e scanzonato. Ma, tra relazioni poco raccomandabili e atteggiamenti imprudenti, riuscirà a non mettersi nei guai? E che ruolo avrà Paul nella sua vita?

Curiosità

  • Lo scrittore Truman Capote vendette i diritti della sua opera alla Paramount Pictures mettendo bene in chiaro che la protagonista avrebbe dovuto essere interpretata da Marilyn Monroe. Di conseguenza, quando la Paramount scelse la Hepburn, lo scrittore si arrabbiò. L’interpretazione dell’attrice, tuttavia, ebbe un grande successo.
  • Un altro elemento che non piacque all’autore fu la modifica del romanzo, che venne adattato alle convenzioni cinematografiche dell’epoca. Per esempio, l’ambientazione delle vicende viene spostata dagli anni ’40 agli anni ’60 e viene omesso il personaggio di Joe Bell. Il personaggio di Liz, invece, fu totalmente inventato.
  • Inoltre, nel libro vengono fatte allusioni in merito alla bisessualità di Holly, un altro dettaglio omesso nel film. E il rapporto della ragazza con gli uomo, sempre nel romanzo, è stato definito dallo scrittore come quello di una sorta di “geisha americana”. Holly, infatti, accompagna uomini facoltosi in svariate occasioni, ricevendone in cambio doni e favori.
  • Anche il finale è radicalmente diverso nel romanzo.
  • Per consentire le riprese, la gioielleria Tiffany aprì per la prima volta di domenica (2 ottobre 1960).
  • Audrey Hepburn odiava i biscotti al burro danesi che il suo personaggio mangia a colazione, ma il regista rifiutò di sostituire l’alimento.
  • La colonna sonora della pellicola, composta e selezionata da Henry Mancini, vinse il premio Oscar del 1962.

Storie di fantasmi

Quattro anziani del New England sono tormentati da un segreto vecchio di cinquant’anni, che ora si ripercuote malamente su uno dei loro figli. Avvincente, sebbene non del tutto appagante semplificazione del best seller di Peter Straub, perde i colpi man mano che si avvicina alla risoluzione finale. Ultimo film per Astaire.

Niente di nuovo sul fronte occidentale

Tratto dall’omonimo romanzo di Erich Maria Remarque (già portato sul grande schermo nel 1930 da Lewis Milestone con il titolo
All’Ovest niente di nuovo
), il film narra la storia di un gruppo di studenti austriaci, tra i quali il sensibile Paul, che nel 1914 partono volontari per la guerra, scoprendone tutti gli orrori. Il budget limitato e lo stile paratelevisivo annacquano i buoni propositi del testo originale di Remarque. Delbert Mann torna a dirigere Borgnine dopo molto anni dal successo di
Marty
, che nel ’55 valse ai due un meritato Oscar (al primo per la regia, al secondo come miglior attore).
(andrea tagliacozzo)