Parla con lei

Allo stesso spettacolo della coreografa e ballerina Pina Bausch, Cafe Müller, sono presenti due uomini: Benigno e Marco. I due sono seduti l’uno accanto all’altro, ma non si conoscono. Almeno per ora. Da ormai quattro anni, Benigno, diventato infermiere di professione, si prende cura di una ragazza in coma, Alicia, della quale da tempo – ovvero prima dell’incidente che la rendesse praticamente un vegetale – è innamorato. Qualche giorno dopo lo spettacolo, Marco conosce invece Lydia, un torero donna reduce da una tempestosa relazione con un collega. I due s’innamorano e trascorrono mesi felici, fino a quando la ragazza non si ritrova in coma in seguito a un incidente nell’arena. Lydia viene ricoverata nella Clinica El Bosque, la stessa in cui si trova anche Alicia. Benigno e Marco finalmente si conoscono e diventano amici. Dopo le fortune internazionali (Oscar e Golden Globe compresi) di Tutto su mia madre, il ritorno di Pedro Almodóvar sul set si prospettava quantomeno complicato, vista l’attesa che si era inevitabilmente creata attorno alla nuova opera del regista spagnolo e l’attenzione con la quale questa sarebbe stata giudicata da quanti avevano unanimemente decretato il successo del film precedente. Sarebbe stato lecito anche aspettarsi una sorta di blocco, di stasi creativa, così come è accaduto a James Cameron, travolto dal megasuccesso di Titanic e incapace fino ad ora (a quasi 5 anni di distanza) di scegliere un progetto sui cui puntare, un film degno almeno in parte di reggere il confronto con il predecessore. Ma Almodóvar sembra invece essere stato impermeabile a questo tipo di preoccupazioni. L’apparentemente semplicità con la quale Parla con lei si propone allo spettatore – senza trucco e senza inganno, senza alcuna voglia di strafare o stupire a tutti costi – testimonia una maturità pienamente raggiunta da parte del regista, abile come al solito nel fondere melodramma e commedia, cucire digressioni all’interno del racconto (come lo straordinario segmento intitolato Amante menguante, allo stesso tempo omaggio e parodia del cinema muto) senza mostrare alcun punto di sutura. Parla con lei è uno struggente film sull’amore (in tutte le sue forme, anche le più bizzarre) e sull’amicizia (ma in realtà non è anche questa una diversa forma d’amore?), in cui l’apporto degli attori – straordinari Javier Cámara e Dario Grandinetti – e delle musiche (firmate da Alberto Iglesias) non è affatto secondario. E a proposito di musica, da segnalare un intenso cammeo canoro del grande Caetano Veloso, che si esibisce in una personale versione di Cuccurrucucù Paloma (già presente nella colonna sonora di Happy Together di Wong Kar-wai). (andrea tagliacozzo)