Omicidio a luci rosse

A Los Angeles, l’attore Jack, ospitato nello splendido appartamento di un collega, si ritrova a spiare mediante un potente telescopio un’attraente vicina. Quando la donna viene barbaramente uccisa, praticamente sotto i suoi occhi, l’uomo, che nei giorni precedenti l’aveva pedinata, viene incluso nella lista dei sospettati. Un giallo hitchcockiano che è piaciuto ai critici europei. La struttura, però, è sconclusionata (vedere per credere come s’integra nel racconto la lavorazione del video dei Frankie Goes to Hollywood), la risoluzione dell’enigma (come suggerisce il titolo) abbastanza intuibile e Craig Wesson è un interprete inadeguato. Brava, invece, Melanie Griffith nel ruolo della prostituta. Qualche pezzo di bravura, in perfetto stile «De Palma rifà Hitchocock» (la claustrofobia che affligge il protagonista fa il paio con la paura delle altezze del protagonista de La donna che visse due volte ), ma non bastano per fare un grande film. (andrea tagliacozzo)