La dea dell’amore

Commedia leggera molto divertente: la moglie di Allen lo convince ad adottare un bambino; anni dopo, lui è ossessionato dall’idea di sapere chi sia la vera madre del ragazzo e la vuole conoscere. La Sorvino è eccezionale in un’interpretazione da Oscar (e da futura star) della donna in questione. Per raccontare un dramma sul male di vivere che rischia di scivolare nella farsa, Allen contamina la commedia con la tragedia, facendo interagire i protagonisti con un autentico coro greco che dal teatro di Taormina commenta gli avvenimenti e interviene nell’azione. Ma, nonostante una strepitosa Mira Sorvino, il film rimane un’esile commedia degli equivoci, più compiaciuta che davvero divertente.

Fiori d’acciaio

In una cittadina della Louisiana, s’intrecciano i destini di sei donne, amiche e confidenti, in un alternarsi di episodi tragici e felici. In particolare, la signora Eatenton è preoccupata per la sorte della figlia Shelby, affatta da una grave forma di diabete. Pellicola tutta al femminile, interpretata da un formidabile gruppo multigenerazionale d’attrici. A mettersi in mostra sono soprattutto l’inossidabile Shirley MacLaine e la quasi esordiente Julia Roberts. L’abile regia di Herbert Ross fa il resto, dispensando commozioni a comando. In definitiva, un film ben fatto, ma fin troppo studiato a tavolino.
(andrea tagliacozzo)

Il giustiziere della notte

Manipolazione del pubblico ai massimi storici: la moglie e la figlia di un uomo d’affari (Bronson) vengono selvaggiamente stuprate; la moglie muore, trasformando così il pacato borghese Bronson in un giustiziere per le strade di New York. Spaventoso, ma irresistibile. Un travisamento del romanzo di Brian Garfield, nel quale farsi giustizia da sé non costituisce la soluzione ma un nuovo problema. Musiche di Herbie Hancock. Uno degli aggressori è Jeff Goldblum, al debutto. Con quattro sequel.

Dad – Papà

Il quarantenne manager John Tremont viene chiamato in California, dove la madre è stata colta da improvviso malore. Mentre l’anziana donna, ricoverata in ospedale, lentamente si riprende, l’uomo si prende cura del padre. Lungometraggio d’esordio del produttore televisivo Gary David Goldberg, autore della fortunata serie televisiva
Casa Keaton
. Jack Lemmon, invecchiato ben oltre i suoi anagrafici sessantaquattro anni, è al solito formidabile, ma il film, dopo un buon avvio, si spegne rapidamente.
(andrea tagliacozzo)

Senti chi parla

Una consulente fiscale rimane incinta di un cliente sposato, con il quale ha da tempo una relazione clandestina. Ma l’uomo, che ha sempre dichiarato di voler divorziare per regolarizzare la loro relazione, si tira improvvisamente indietro.
Una simpatica commediola che sfrutta a dovere l’unica idea veramente originale del film, ovvero quella di far ascoltare i pensieri del bambino (nell’edizione originale affidati alla voce di Bruce Willis, in quella italiana a Paolo Villaggio). Prima rinascita di John Travolta, reduce da una serie ininterrotta di insuccessi (la seconda, nel 1994, avverrà con
Pulp Fiction
).
(andrea tagliacozzo)

Jerusalem

Nella Svezia del tardo XIX secolo, una povera comunità rurale è travolta da fervore religioso; la città finisce amaramente divisa e separa anche una coppia di giovani innamorati (Friberg, Bonnevie). Quando i convertiti emigrano in una comunità cristiana in Palestina, retta dall’americana Dukakis, trovano nuovi conflitti e tensioni. Una lunga epopea (dal romanzo di Selma Lagerlöf) che è fin troppo seria. Realizzato per la tv svedese.

Senti chi parla 2

I protagonisti del primo episodio, Mollie e James, si sono sposati, con grande soddisfazione del piccolo Mickey. Dopo breve tempo, la coppia mette al mondo una bambina. Intanto, James, scontento del lavoro di tassista, grazie all’intercessione della suocera, riesce ad ottenere un posto di pilota di jet. Il primo episodio, diretto dalla stessa Hackerling, aveva qualche spunto divertente. Questo seguito, invece, è fiacco e senza idee. Il terzo,
Senti chi parla adesso
, sarà ancora peggio.
(andrea tagliacozzo)