L’immagine del desiderio

Una favola — decisamente originale e splendidamente girata — sulla fantasia, il desiderio e la narrazione: l’operaio francese di una fonderia vince un viaggio-premio in Inghilterra per assistere al varo del Titanic e rimane ossessionato dal ricordo di una donna che incontra: tornato a casa, diventa famoso narrando racconti fantastici — non si sa quanto inventati — su una notte di passione trascorsa con lei. Un film imprevedibile e sorprendentemente commovente dal solitamente scandaloso Luna (Prosciutto prosciutto). CinemaScope.

Prima che sia notte

Vita, morte e miracoli dello scrittore cubano Reynaldo Arenas, scomparso in esilio a New York nel 1990 dopo un’esistenza durante la quale ha dovuto fare i conti con la propria omosessualità, in un Paese in cui la dittatura di Castro certamente non apprezzava. I riconoscimenti veneziani (Gran Premio e interprete maschile) ricevuti da una giuria in evidente stato di decomposizione rasentano l’incredibile: l’operina di Schnabel è il santino di un martire alle prese con un mondo pazzo, che non rinuncia ad alcuna delle più trite convenzionalità delle agiografie cinematografiche. Della serie: «Guardate cosa deve sopportare un uomo che voglia esplicitare preferenze (sessuali, politiche e quant’altro) e intelligenza». Ne avevamo proprio bisogno… Il tanto osannato Javier Bardem è talmente concentrato in una recitazione perfetta da risultare spesso irritante; almeno Johnny Depp, nel doppio ruolo del travestito Bon Bon e del tenente del carcere Victor, è divertente. Se proprio si deve portare a casa qualcosa, è la musica di Carter Burwell, uno dei più sottovalutati compositori del cinema attuale (il ½ è per lui). Il resto è pura retorica, e nemmeno di quella sopportabile.
(pier maria bocchi)