Nuovo cinema Paradiso

Nell’immediato secondo dopoguerra, in un piccolo centro abitato della Sicilia, il piccolo Salvatore, preso a benvolere da Alfredo, un anziano proiezionista, passa gran parte del suo tempo nell’unico cinema del paese. Quando il vecchio perde la vista in seguito a un incidente, il ragazzino prende il posto dell’uomo in cabina di proiezione. Un omaggio nostalgico al mondo del cinema e al modo con cui questo veniva fruito in un’epoca che sembra ormai remota, visto con gli occhi di un bambino. Indubbiamente ben confezionato sul piano puramente estetico-visivo, il film eccede furbescamente in sentimentalismi e stereotipi nostrani (che hanno fatto la fortuna della pellicola all’estero). Esistono due versioni del film: la prima, voluta da Tornatore, fu distribuita senza fortuna; la seconda, sensibilmente accorciata dal produttore Franco Cristaldi, riuscì a ottenere un grande successo che spianò la strada alla conquista (ampiamente immeritata) dell’Oscar come miglior film straniero.
(andrea tagliacozzo)