Caruso Pascoski (di padre polacco)

Abbandonato dalla moglie Giulia, che gli ha preferito un altro uomo, Caruso Pascoski, psicanalista, si lascia andare a ogni genere di stranezze. Quando scopre che il rivale in amore è un suo paziente, per giunta latente omosessuale, Caruso tenta di riconquistare la consorte diventandone, in segreto, l’amante. Reduce dal narcisistico ed irritante
Stregati
, Nuti prosegue sulla stessa strada: regia pretenziosa (ma interessante sul piano puramente visivo), trovate mediocri, sceneggiatura insulsa. Come nei tre precedenti lavori del comico toscano, le musiche sono composte dal fratello, Giovanni Nuti.
(andrea tagliacozzo)

Io chiara e lo scuro

Francesco, giovane giocatore di biliardo, in un’isolata partita riesce a battere lo Scuro, più volte campione italiano della stecca. Qualche giorno dopo, invitato a giocare la rivincita, il giovane perde una grossa somma e si vede costretto a rubare sul lavoro il denaro necessario a pagare il debito. Secondo film di Francesco Nuti da protagonista, il migliore della sua carriera d’attore (mentre è difficile trovare un prodotto altrettanto valido tra le sue regie), una commedia sentimentale non troppo originale, ma indubbiamente piacevole e ben interpretata.
(andrea tagliacozzo)

Willy Signori e vengo da lontano

Il cronista di un quotidiano viene coinvolto in un incidente stradale nel quale un uomo perde la vita. Accusato dalla fidanzata di questi, una giovane in stato interessante, di essere il responsabile dell’accaduto, il giornalista, turbato dal rimorso, decide di occuparsi di lei e del bambino che dovrà nascere. Francesco Nuti muove inutilmente la macchina da presa e cerca inquadrature con angolazioni inusuali, incurante, però, di avere tra le mani una sceneggiatura quasi ridicola (scritta dallo stesso Nuti con Ugo Chiti). Ai limiti del sopportabile.
(andrea tagliacozzo)

Tutta colpa del paradiso

Romeo, tornato in libertà dopo aver trascorso cinque anni anni in carcere per rapina a mano armata, vuole conoscere i genitori adottivi del piccolo Lorenzo, suo figlio. Dopo affannose ricerche, riesce a trovarli in una pittoresca baita della Val D’Aosta. Una commedia turistico-sentimentale prevedibile e fin troppo artificiosa. Discreto Francesco Nuti attore prima che si facesse prendere la mano dal suo smisurato narcisismo.
(andrea tagliacozzo)