Karate Kid II

Dopo aver appreso l’arte del karate dall’anziano Miyagi – come descritto nel precedente Per vincere domani , girato nell’84 dallo stesso regista e con gli stessi interpreti – Daniel accompagna il maestro giapponese nel Paese del Sol Levante. Miyagi ritrova Sato, un vecchio compagno d’infanzia con il quale ha un conto in sospeso. Se il primo film, furbo ma ben congegnato, poteva dirsi riuscito, altrettanto non può dirsi di questo seguito, stanco e a corto d’idee. Ma il peggio deve ancora venire: il film avrà infatti l’onore di altri 2 sequel ( Karate Kid III – La sfida finale dell’89 e Karate Kid 4 del ’94, interpretato da Hilary Swank invece che dall’ormai stagionato Macchio). (andrea tagliacozzo)

Cowgirl – Il nuovo sesso

La trasposizione del datato romanzo di Tim Robbins, la cui protagonista è un’autostoppista dagli abnormi pollici, si piazza tra i peggiori film del decennio: non basta il peyote di tutta l’America del Sud-Ovest per rendere comprensibili, o anche solo sopportabili, le sequenze del ranch gestito da sole donne. Rimaneggiato dal regista dopo le reazioni ostili ricevute al Toronto Film Festival, è uscito in ritardo rispetto al previsto 1993. Unica nota positiva: la colonna sonora. William S. Burroughs fa una breve comparsa nelle prime scene, sulle strade di New York.

Karate Kid: per vincere domani

Un adolescente, orfano di padre, si trasferisce in California, dove all’inizio non trova vita facile. Durante una rissa con una banda di giovani, interviene in suo favore un anziano maestro di arti marziali che, uno dopo l’altro, sgomina gli aggressori a colpi di karatè. Dal regista di
Rocky
, John G. Avildsen, un film che segue fedelmente la formula della pellicola che ha portato al successo Sylvester Stallone, mixata per l’occasione con la struttura portante dei film di arti marziali di Hong Kong (all’epoca poco visti in Occidente) incentrati sul rapporto tra maestro e allievo (uno per tutti,
Drunken Master
con Jackie Chan). Il risultato è prevedibile, ma tutto sommato piacevole. Inutile dire che il film ha fatto furore al botteghino.
(andrea tagliacozzo)

Per vincere domani

Un teenager è attaccato dai alcuni bulletti fino a quando un improbabile mentore, il maestro Han. dal regista del primo Rocky, un’altra storia dello stesso tenore ma permeata di saggezza orientale, con due protagonisti decisamente simpatici. Negli Usa ebbe un successo travolgente che spinse alla realizzazione di tre seguiti.