Ultima risata, L’

Classico del cinema muto, interamente “raccontato” dalla macchina da presa, senza didascalie. Jannings è l’orgoglioso portiere di un lussuoso hotel che viene improvvisamente retrocesso: il film descrive la sua completa e devastante umiliazione. Brillanti riprese del pioniere della fotografia Karl Freund, con un’interpretazione magistrale di Jannings. Rifatto, sempre in Germania, nel 1955.

Raggedy Ann and Andy

Lento e poco coinvolgente cartone per bambini con interminabili canzoni di Joe Raposo che bloccano completamente l’azione. Personaggi accattivanti che non hanno una meta; l’unico bel momento è quando il Cammello dalle Ginocchia Grinzose canta Song Blue. Panavision.

Incidente, L’

Basandosi sulla storia di un professore di Oxford che si innamora di una studentessa, Harold Pinter crea un soggetto complesso, che genera molteplici riflessioni, per analizzare i pensieri e le azioni dei singoli personaggi. Un film scommessa che opera su diversi livelli. L’intero cast, superbo.

Codice Omega

Un guru motivazionale televisivo (Van Dien) resta coinvolto con un ricco uomo d’affari (York), i cui piani di dominio finale del mondo sono legati a un messaggio segreto in codice nella Torah. Finanziato dal televangelista Paul Crouch (della “Trinity Broadcasting Network”), questo film non fece un centesimo al botteghino finché lo spettatore medio non lo percepì per quello che era: spazzatura esaltata da far finire dritta in homevideo. Con un sequel: Megiddo: il codice Omega 2 (2001).

Corvo rosso non avrai il mio scalpo

Cronaca piena di atmosfera della vita di un uomo di montagna che sopravvive nella landa invernale, agli indiani e alle trappole dei rivali. Sfortunatamente, il film non sa quando è il momento di lasciare, ondeggiando verso un finale inconcludente. Geer è splendido nella parte del volitivo eremita di montagna. Sceneggiatura di John Milius ed Edward Anhalt. Panavision.

Marito per Tillie, Un

Questo patinato comedy-drama in cui un sardonico scapolo (Matthau) fa brevemente la corte a una ragazza (Burnett) e la sposa, ha i suoi buoni momenti. Quando in seguito volge in melodramma, comunque, non funziona, e i personaggi di supporto (Page e Auberjonois) non hanno senso. Punti a favore sufficienti per un innocuo intrattenimento, adattato da Julius E. Epstein da Latte di strega di Peter DeVries. Panavision.

Heat — La sfida

Esplosiva partita a guardie-e-ladri con Pacino nel ruolo di un astuto sbirro sulle tracce della gang capitanata da De Niro, rapinatore abile e sofisticato. Nel corso della vicenda, i due dimostreranno di avere in comune molto più del previsto. Uno studio di psicologie affascinante e ricco di sfaccettature, denso di avvincenti (e spesso durissime) scene d’azione; ma anche un’occasione per vedere insieme due dei più grandi attori del globo, anche se per pochi, preziosi istanti. L’unico neo di questo pirotecnico dramma contemporaneo potrebbe essere la durata, forse un po’ eccessiva. La sceneggiatura, sempre di Mann, è praticamente un rifacimento di un suo tv movie, L.A. Takedown (1989). Bud Cort compare non accreditato. Panavision.

Puppet Master II

I burattini viventi riportano dal mondo dei morti Toulon, inspiegabilmente travestito da Uomo Invisibile; quindi, cercando cervelli per il suo elisir della vita, terrorizzano un gruppo di ricercatori paranormali che stanno indagando sul vecchio hotel. Questo thriller dal passo lento è un debutto alla regia di pessimo auspicio per il maestro degli effetti speciali Allen.

Nightmare 4 — Il non risveglio

Rianimato da urina di cane infiammata (!), Freddy Krueger uccide finalmente tutti i figli di coloro che in origine l’avevano arso vivo: cerca poi nuovi giovani da terrorizzare, ma viene contrastato da un “signore dei sogni”, suo avversario spirituale. Giunta a questo punto, la serie stava dimostrando tutti i suoi anni, con effetti stravaganti, un intreccio esile e un numero davvero eccessivo di spiritosaggini. Successivamente ci furono un altro sequel nel 1989 e una serie tv.

Signora in ermellino, La

Un musical divertente, anche se pomposo, incentrato su un mitico regno europeo del quale la Grable è la principessa neosposa: i suoi antenati ritornano magicamente in vita quando il trionfante esercito di Fairbanks piomba sul castello. Lubitsch morì durante la realizzazione del film, che fu portato a termine da Otto Preminger. Sceneggiatura di Samson Raphaelson.

Testa rossa

June Allyson, Dick Powell, David Wayne, Cecil Kellaway, Ray Collins, Robert Keith, Marvin Kaplan. Serie di sfacciate scenette comiche in cui un avvocato candidato a sindaco (Powell) testa coinvolto con la coraggiosa e idealista figlia del custode di uno zoo (Allyson) durante una controversa campagna elettorale. A quest’epoca Powell e la Allyson erano marito e moglie nella vita reale. Spring Byington presta la voce alla madre del personaggio della Allyson.

Gunga Din

La storia d’avventura/action hollywoodiana per eccellenza, vagamente ispirata alla celebre poesia di Rudyard Kipling, su tre commilitoni in India nel XIX secolo che combattono il selvaggio culto Tugs quando non sono impegnati a fare baldoria e cacciarsi nei guai. Sarà l’addetto alle scorte d’acqua (Jaffe) a salvarli tutti nell’emozionante scena clou. Splendida avventura comica il cui soggetto è accreditato a Ben Hecht e Charles MacArthur (che basarono le relazioni tra i personaggi principali sul medesimo binomio connubio/rivalità usato nel film Prima pagina); sceneggiato da Joel Sayre e Fred Guiol. Per anni la maggior parte delle stampe duravano 96 minuti, finché la pellicola non fu restaurata in archivio. Girato on location a Lone Pine in California. Esiste anche in versione colorizzata. Rifatto col titolo Tre contro tutti.

Mano nera, La

Se riuscite a vedere Kelly nei panni di un immigrato italiano nella New York del 1908, allora riuscirete ad arrivare alla fine del film: ha dei tratti un po’ naïf, ma tutto sommato è divertente. La trama vede il protagonista in cerca di vendetta: suo padre è stato ucciso dalla Mano Nera, potente organizzazione criminale italiana che opera in terra americana.

Mosche da bar

Colorato, realistico sguardo nella vita dentro e fuori un bar di quartiere a Long Island, New York, in cui un fallito perenne (Buscemi) interagisce con svariati membri della famiglia e habitué del bicchiere. Notevole debutto alla regia e alla sceneggiatura del caratterista Buscemi, che ha occhio e orecchio e dà vita a una ricca galleria di personaggi.

Spia e lascia spiare

Leggera parodia di James Bond con Nielsen nei panni dell’agente WD-40, che si scontra con il super criminale Generale Rancor (Griffith). Una lunga serie di gag (che prendono in giro tutti, da Mamma, ho perso l’aereo a True Lies

Jakob il bugiardo

In un ghetto polacco nel 1944, un malinconico vedovo fa nascere speranze nei suoi compagni in città dopo aver sentito per caso un servizio ottimistico guerra da una radio nazista. In breve viene assediato per avere altre “informazioni radio” che lui è obbligato a inventare. Modesto film da un romanzo di Jurek Becker ha avuto solo un modesto successo, sebbene Robin Williams (anche co-produttore esecutivo) faccia del suo meglio. Müller-Stahl era anche presente nella versione del 1974.

Santa sangre — Sangue santo

La storia grottesca di un cabarettista il cui spettacolo consiste nell’interpretare le braccia della madre, priva degli arti; ed è anche un assassino involontario. Realizzato con colori lussureggianti e con scenografie oniriche, al film manca la carica intellettuale delle precedenti opere di Jodorowsky. Girato in inglese.

Le farò da padre

Un uomo d’affari senza scrupoli si fa finanziare un progetto edilizio da una ricca vedova. La donna pretende, in garanzia, che l’uomo sposi la figlia ritardata mentale, cosa che lui accetta di buon grado… fino a trovarsi in balia di una passione travolgente per la giovane. Una pellicola azzardata sul valore del sesso e dell’amore, al di fuori delle convenzioni.

Constant Gardener, The

In seguito all’omicidio della moglie avvenuto in Kenya, un mite diplomatico inglese inizia a indagare sulla sua vita e sulle battaglie da lei condotte. Verrà così a conoscenza dei tentativi del governo keniota di mettere a tacere uno scandalo nel quale è coinvolta un’importante casa farmaceutica, che è solita a sfruttare il disperato bisogno di cure mediche degli africani. La fervida trasposizione cinematografica del romanzo (basato su una storia vera) di John Le Carré (adattato da Jeffrey Caine) riesce a mantenersi in equilibrio tra il dramma di denuncia e la storia d’amore; Fiennes e la Weisz hanno un ottimo feeling. Oscar come miglior attrice non protagonista.

Forbidden World

Prodotto da Roger Corman, questa scadente imitazione di Alien è il seguito (e usa lo stesso set) del suo Il pianeta del terrore e prende le scene di battaglia dal suo I magnifici sette dello spazio. Molto truculento, deboli gli effetti speciali. Conosciuto anche con il titolo Mutant.