Venezia, la luna e tu

A Venezia, il gondoliere Bepi, legatissimo alla bella Nina, non riesce a resistere al fascino delle giovani turiste. Nina, gelosa, minaccia di rompere il fidanzamento e di sposarsi con Toni. Ma Bepi sa come riconquistare la ragazza. Curioso l’impiego dei romani Alberto Sordi e Nino Manfredi in ruoli da veneziani. Sono proprio i due attori, comunque, ad assicurare divertimento al film, felice nel ritmo ma un po’ meno nella sceneggiatura.
(andrea tagliacozzo)

Questa volta parliamo di uomini

Divertente film a episodi (quattro storie legate a una quinta): Manfredi interpreta con mestiere e in maniera divertente cinque diversi uomini coinvolti in differenti situazione con diverse donne. Fatto subito dopo Se permettete parliamo di donne di Ettore Scola, ci ha messo 11 anni ad approdare negli Stati Uniti, ma è valsa l’attesa.

Lo scapolo – Alberto il conquistatore

Quando anche il suo migliore amico decide di sposarsi, Paolo, che da sempre si dichiara nemico dell’istituzione matrimoniale, pensa di metter su famiglia. Ma trovare una ragazza che gli vada a genio non è cosa facile. Il film è tutto incentrato sulla performance di un Alberto Sordi in grandissima forma, ma può contare anche su una buona sceneggiatura (di Sandro Continenza, Ruggero Maccari ed Ettore Scola) e su uno stuolo di bravi interpreti di contorno (tra i quali, in una breve apparizione, un divertente Nino Manfredi nel ruolo del fidanzato della sorella del protagonista). Nel 1955, Sordi si sottopose a un vero e proprio tour de force girando sei film uno dietro all’altro.
(andrea tagliacozzo)

Le pillole di Ercole

Un medico sposato, sotto l’effetto di un afrodisiaco propinatogli a sua insaputa da alcuni colleghi, ha una fugace avventura con una cliente straniera. Il marito della donna, avendo scoperto l’infedeltà, esige, per riparazione, di andare a letto con la moglie del medico. Fiacca pochade tratta da «Les dragées d’Hercule» di Paul Bilhaud e Maurice Hennequin. Nino Manfredi si dà un gran da fare, ma il film è davvero poca cosa.
(andrea tagliacozzo)

Straziami, ma di baci saziami

Due fidanzatini di un paese delle Marche si lasciano per un equivoco. Si ritrovano a Roma dopo un tentativo di suicidio di lui, ma lei è sposata a un sarto sordomuto… Quando la commedia all’italiana si mise a giocare con il kitsch. Questo è uno degli esempi più riusciti: meglio di Scola (
Dramma della gelosia
), di Samperi (
Divina creatura
) e di Comencini (
Mio Dio, come sono caduta in basso!
). Il gioco di Risi (foto), Age e Scarpelli consiste in un fine equilibrio tra passato e presente, tra romanzo d’appendice e critica sociale. E se la parte satirica sui due fidanzati burini che sognano
Il dottor Zivago
è un po’ scontata (ma Pamela Tiffin è davvero surreale), ci sono alcuni momenti ferocissimi come la cena altoborghese e il giro delle agenzie di collocamento di Roma. Il vertice, comunque, è un esilarante Tognazzi con parrucca bionda che fa il sarto sordomuto: quasi poetico.
(emiliano morreale)

Nell’anno del Signore

Nella Roma papalina, due carbonari compiono un attentato, ma sono subito catturati dai gendarmi. Mentre un gruppo di popolani romani cerca di salvarli, il Cornacchia, strenuo oppositore del papato, continua a scrivere versi irriverenti sulla statua di Marco Aurelio. Un pittoresco quadro storico dell’epoca che alterna pagine divertenti e pungenti ad altre decisamente meno riuscite. Luigi Magni, grande esperto della romanità, tornerà sull’argomento numerose volte. Grande cast, ma non sempre utilizzato al meglio.
(andrea tagliacozzo)

Audace colpo dei soliti ignoti

Seguito de
I soliti ignoti
, che l’anno precedente aveva riscosso un successo senza precedenti (anche in campo internazionale). Una banda di ladruncoli romani viene ingaggiata da un collega milanese per rapinare il furgone che trasporta gli incassi del Totocalcio. Sebbene l’ideatore del colpo finisca in carcere, i malviventi decidono di agire anche senza di questi. Il film è inevitabilmente inferiore al primo episodio diretto da Monicelli, ma risulta divertente anche grazio all’apporto degli attori, tutti in gran forma.
(andrea tagliacozzo)

Operazione San Gennaro

Una banda di malviventi americani, arrivati a Napoli con il proposito di svaligiare il prezioso tesoro di San Gennaro, si rivolgono a un lestofante locale, Aramando Girasole, detto Dudù. Quando questi, però, viene a sapere il reale obiettivo del colpo, profondamente turbato, chiede un segno illuminante al Santo protettore. Una commedia che sfrutta con poca originalità il background partenopeo. A renderla godibile ci pensano gli interpreti e il consolidato mestiere del regista.
(andrea tagliacozzo)

Per grazia ricevuta

Fin da bambino ossessionato dalla Chiesa e dal sesso, da grande Benedetto cerca di sfuggire ai fantasmi del passato grazie agli insegnamenti del suocero anarchico.

Dieci anni dopo il bell’episodio de
L’amore difficile
, Manfredi (foto) torna alla regia con una commedia autobiografica e sofferta e ci consegna uno dei più cattivi film italiani sulla religione. Il ritmo non sempre regge, ma l’Italia prima magica e poi laica dipinta dall’attore-regista è affascinante, gli attori (Mario Scaccia, Delia Boccardo, Lionel Stander) sono bravissimi e i momenti felici non mancano di certo: dall’infanzia quasi felliniana, con sant’Eusebio e il «popi-popi», alla raccolta degli anti-miracoli. La commedia all’italiana, poco prima di decedere, era ancora capace di questi memorabili colpi di coda. Consigliato come digestivo post-giubilare.
(emiliano morreale)

Grandi magazzini

I locali dei Grandi Magazzini ospitano una numerosa schiera di variegati personaggi che vanno dal direttore affascinante allo sfortunato fattorino, dai ladri pasticcioni al giovane commesso, fino ad arrivare all’ambizioso capo del personale. Il classico elefante che partorisce il topolino: un cast davvero imponente per un film sciatto e scarso di trovate. Si salvano in pochi. Tra questi, spicca Nino Manfredi, nel ruolo di un attore costretto a lavorare per la pubblicità, che fa spiritosamente il verso a se stesso.
(andrea tagliacozzo)

Anni ruggenti

Dopo
Anni difficili
e
Anni facili
, il regista Luigi Zampa torna a parlare del ventennio fascista, stavolta ispirandosi al racconto di Gogol
L’ispettore generale
. Un assicuratore si reca nel Meridione per ragioni di lavoro, ma a causa di una serie di equivoci viene creduto un gerarca in incognito. Quando sta per fidanzarsi con la figlia di uno degli uomini più importanti della cittadina, la verità viene a galla. Non troppo apprezzato dalla critica, il film andrebbe rivalutato, non fosse altro che per l’ottima prova di Nino Manfredi. Inferiore, comunque, ai film precedenti sopracitati.
(andrea tagliacozzo)

Il tenente dei carabinieri

Il tenente dei Carabinieri Duilio Cordelli (Montesano) è alle prese con due indagini difficili: la prima relativa a uno spaccio di banconote false, la seconda a una rapina di oltre sessanta miliardi. L’omicidio dell’autore delle prime suggerisce all’ufficiale che tra i due casi c’è un collegamento. Il film, piuttosto mediocre, si regge soprattutto sulla verve di Enrico Montesano che aveva già indossato i panni del tutore dell’ordine due anni prima ne
I due carabinieri
.
(andrea tagliacozzo)

Camping

Esordio alla regia di Franco Zeffirelli, già assistente di Visconti e scenografo di opere liriche. Due giovani fidanzati vorrebbero trascorrere le vacanze in un camping internazionale, ma la madre della ragazza, che non si fida, costringe l’altro figlio ad accompagnarli. Prima di arrivare a destinazione, i tre incappano però in una serie di disavventure. Commediola che si regge (ma a stento) sulle spalle del brioso Nino Manfredi. (andrea tagliacozzo)

Italian secret service

In cambio di una grossa somma, un ex partigiano italiano viene scelto dai servizi segreti americani per eliminare a Roma una spia neonazista. Ma non avendone il coraggio, l’uomo passa l’incarico a un altro, che a sua volta si rivolge ad un terzo, e così via. Reduce dalle riprese del drammatico
Incompreso
, Luigi Comencini si cimenta con una commedia divertente e scanzonata, ricca di ritmo e gag, anche se non riesce a reggere l’intera durata sugli stessi livelli. Eccellente il cast, con Manfredi e Gastone Moschin in grande evidenza.
(andrea tagliacozzo)

Io, io, io… e gli altri

Uno scrittore decide di svolgere un’inchiesta che ha come tema l’egoismo umano, ma l’atto di accusa che si era preparato contro gli altri, nel corso del lavoro, si muta in una vera e propria confessione. Blasetti, al suo terzultimo lungometraggio, non è più incisivo come una volta, anche se il film contiene numerosi spunti interessanti e può contare su un cast a dir poco imponente. Alla sceneggiatura del film hanno collaborato ben undici autori, tra i quali spiccano i nomi di Ennio Flajano, Age, Scarpelli, Leo Benvenuti e Piero De Bernardi. (andrea tagliacozzo)

Crimen

Una coppia di coniugi si reca a Montecarlo per restituire a una vecchia e ricca signora il cane che questa ha smarrito a Roma. Ma la donna viene trovata morta e i due, assieme ad altre tre persone casualmente conosciute in treno, rimangono coinvolti nelle indagini. Più rosa che giallo in questa divertente commedia nera abilmente diretta Mario Camerini, regista dell’epoca dei telefoni bianchi , costruita intorno a un cast eccezionale. Nel 1971, Camerini ne realizzerà un rifacimento intitolato Io non vedo, tu non parli, lui non sente , mentre nel 1992 lo stesso soggetto verrà usato negli Stati Uniti per il deludente Sette criminali per un bassotto . (andrea tagliacozzo)

Nudo di donna

A Venezia, dopo un ennesimo litigio con la moglie Laura, con la quale è sposato da sedici anni, Sandro si rifugia in un vecchio palazzo settecentesco. Tra i ritratti di un fotografo, Sandro trova quello di una donna nuda che, sebbene raffigurata di spalle, somiglia incredibilmente alla moglie. Da un racconto di Paolo Levi, un mystery in parte suggestivo, anche se finisce più volte per cadere nella banalità. Il film venne iniziato da Franco Brusati che, dopo alcuni contrasti con Manfredi, lasciò la regia all’attore romano.
(andrea tagliacozzo)