Teorema

La tranquilla e agiata esistenza borghese di una famiglia di Milano, composta da padre, madre, due figli e domestica, viene sconvolta dall’arrivo di un misterioso e affascinante ospite. Tutti sono pian piano conquistati dal giovane e questi si presta ad avere rapporti sessuali con tutti. L’edificio della famiglia borghese crolla sotto i colpi del simbolismo pasoliniano in un film affascinante e originale che fece scandalo e fu sequestrato per oscenità. Laura Betti vinse la Coppa Volpi come migliore attrice al Festival di Venezia.
(andrea tagliacozzo)

Il turno

Pepè Alletta, spiantato nobile siciliano, s’innamora della bellissima Stellina Ravì, che può ammirare solo con un binocolo perché segregata in casa dal padre. Ma a sposare la bella giovane è invece il vecchio e decrepito Don Diego Alcozer, da tempo pretendente alla sua mano. Tratto dal romanzo di Pirandello, originariamente ambientato agli inizi del Novecento, e trasportato negli anni Cinquanta dagli autori del film. Nonostante il cast, un guazzabuglio quasi inguardabile.
(andrea tagliacozzo)

Incompreso

Adattamento, attualizzato, dall’omonimo romanzo di Florence Montgomery. Il console britannico a Firenze, rimasto improvvisamente vedovo, si trova impreparato a risolvere i problemi dei due figli, Milo di quattro anni e Andrea di otto. A soffrirne è soprattutto il maggiore, che si chiude sempre più in se stesso. Comencini ha tratto il meglio da questo potenziale polpettone melodrammatico, riuscendo a commuovere e coinvolgere lo spettatore senza necessariamente ricorrere all’uso di scene madri.
(andrea tagliacozzo)

Ginger e Fred

Due ballerini, Pippo Botticella e Amelia Bonetti, quarant’anni prima divi dell’avanspettacolo con il nome d’arte «Ginger e Fred», vengono riuniti in occasione di uno show televisivo. I due, ormai anziani, stentano perfino a riconoscersi. Paradossalmente, il film, che dovrebbe essere una satira della Tv, utilizza un linguaggio e un tipo d’inquadrature di stampo televisivo. Un opera comunque non all’altezza degli altri lavori del regista riminese. Franco Fabrizi aveva già lavorato con Fellini nel ’53 in
I vitelloni
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(andrea tagliacozzo)

Mio Dio come sono caduta in basso

La nobile siciliana Eugenia di Maqueda, allevata dalle suore e cresciuta lontano dal padre, che vive a Parigi, sposa il giovane Raimondo Corrao. Prima che il matrimonio tra i due possa essere consumato, dalla capitale francese giunge una lettera nella quale il padre comunica alla ragazza che il neo marito è in realtà suo fratello. Scritto e diretto dallo stesso Comencini, un film non del tutto riuscito, in gran parte costruito sull’avvenenza della Antonelli.
(andrea tagliacozzo)