Excalibur

Nascita, infanzia e vocazione di Artù, fino alla formazione dei Cavalieri della Tavola Rotonda, alla lotta contro gli incantesimi di Morgana e all’amore di Ginevra e Lancillotto. Su suggestioni New Age-Tolkien-metacinema (il Drago che è la Natura, Merlino-regista) e sempre a un passo dal kitsch (i Carmina Burana , Wagner…), Boorman – che nel 1972 aveva diretto Deliverance/Un tranquillo week-end di paura – ritrova nella leggenda alcuni dei suoi temi prediletti e si dimostra perfettamente a suo agio nel creare una visione particolarmente ambigua del Male e della Natura. Ne è venuto fuori un grande e rutilante spettacolo (del resto bisognava sostenere il confronto con il trionfante Spielberg, ma anche con Apocalypse Now ), pur se la limpidezza del connubio tra fiaba, allegoria e visione ne risulta intasata. Un film di crisi, sospeso e senza equilibrio tra Inghilterra, Irlanda e Hollywood, con momenti abbaglianti e un’atmosfera barbarica e artificiosa che oggi appare piuttosto datata. (emiliano morreale)

I vestiti nuovi dell’imperatore

Il cinema è finzione, tutto è possibile, anche che Napoleone non sia morto a Sant’Elena.
I vestiti nuovi dell’imperatore
, infatti, racconta la «vera» storia dell’imperatore francese che, sostituito da un sosia nel suo esilio, rientra a Parigi per risalire al potere. Una serie di vicissitudini, però, complicano le cose e Napoleone, vestendo i panni di un «signor nessuno», vivrà gli ultimi anni della sua vita in maniera diversa. Strana operazione cinematografica, ben confezionata per regia, montaggio, fotografia, scenografie e costumi. Un bell’esercizio stilistico e un divertente gioco storico fatto di «se» e «ma». Il regista Alan Taylor e il produttore Uberto Pasolini tornano a lavorare insieme dai tempi di
Palookaville
, ma anche questa volta non ne esce un capolavoro.
(andrea amato)

Cristoforo Colombo: la scoperta

Verso la fine del XV secolo, il giovane navigatore genovese Cristoforo Colombo organizza una spedizione per raggiungere le Indie attraverso l’Oceano Atlantico. Per trovare i fondi necessari, Colombo si rivolge alla regina di Spagna, Isabella. Il film è stato realizzato contemporaneamente a
1492: la conquista del Paradiso
di Ridley Scott, dedicato allo stesso argomento. Meno visionario e più convenzionale rispetto all’opera di Scott, si fa apprezzare soprattutto per i toni avventurosi. Il regista John Glen, ex montatore, si è fatto le ossa con la serie 007.
(andrea tagliacozzo)

Edoardo II

Un adattamento senza sconti (anche se gratuitamente violento) del testo teatrale di Christopher Marlowe, scritto nel 1592, sulla caduta del re britannico, dichiaratamente gay, che respinge la regina per un uomo. Nonostante l’ambientazione nel XIV secolo, alcuni personaggi vestono abiti contemporanei, e il film funziona piuttosto bene come condanna agli attacchi contro gli omosessuali del giorno d’oggi. Non per tutti i palati, ma mai banale. La Lennox, ex leader degli Eurythmics, compare in una scena in cui canta Ev’ry Time We Say Goodbye di Cole Porter.