Piccoli equivoci

Dall’omonima commedia di Claudio Bigagli. Un attore, in crisi esistenziale, organizza una cena in onore della sua ex compagna, di ritorno da una tournée, alla quale partecipano alcuni amici e colleghi, ognuno con i suoi problemi. Esordio alla regia di Ricky Tognazzi, con un film che grazie al buon cast si lascia guardare con piacere, anche se risente un po’ troppo dell’origine teatrale del testo.
(andrea tagliacozzo)

In questo mondo di ladri

Fabio, Monica, Nicola, Walter e Lionello sono vittime di una truffa immobiliare, impossibilitati persino a cercare di farsi giustizia per vie legali. Così, non rimane loro altro da fare se non trasformarsi da vittime in “carnefici”. Vanzina e il fratello trovano ancora una volta utile rifugiarsi nel solito calderone di gag e sketch. Sempre lo stesso cliché cinematografico, insomma. Ma, sotto sotto, c’è in realtà l’intenzione di agganciarsi, come per Febbre da cavallo — La mandrakata, al passato del padre Stefano.

Stregati dalla luna

Un carabiniere bonaccione deve sposare una poliziotta, che poco prima delle nozze gli rivela di aver avuto un’altra storia. Desolato, l’uomo va nel locale dove si era tenuta la festa di fidanzamento e viene consolato dai due proprietari e dal cameriere. Ma a un certo punto irrompe nel ristorante una bellissima turista… La produttrice Rita Rusic tenta di replicare la formula praticata quando lavorava con Cecchi Gori (cioè la tanto decantata «assenza di volgarità» dei vari Pieraccioni e Salemme), ma a forza di puntare sulle bellone giunge al paradosso di un film comico senza comici. Qui due vecchi caratteristi incollano tre o quattro esili storielle con lo sputo, sicché ogni dieci minuti la storia finisce e si cerca di farla ricominciare da un’altra parte. Anche le bellezze femminili che dovrebbero valere il prezzo del biglietto deludono: la Cucinotta è di legno, Megan Gale di gomma (gonfiabile). Mai visto un film comico così brutto. Colpa dei diritti d’antenna, a causa dei quali quella oltranzistica follia che era la forza della serie B e C deve chinarsi alle esigenze del prime-time.
(emiliano morreale)