L’amico americano

Riflessione a volte un po’ fumosa sui film di gangster statunitensi, e sull’americanizzazione dello stile di vita (e del cinema) europeo. Protagonista un giovane corniciaio, assoldato per uccidere un malvivente. Un misterioso Hopper è il personaggio del titolo. I registi Ray e Fuller interpretano alcuni gangster. Tratto dal romanzo Il gioco di Ripley di Patricia Highsmith: quest’ultimo sarà il titolo del remake, del 2003. Il personaggio interpretato da Hopper, Tom Ripley, appare anche in Delitto in pieno sole e nel suo remake, Il talento di Mr. Ripley. Nomination alla Palma d’Oro per Wenders.

Hair

Il giovane Claude, arrivato a New York per arruolarsi nei marines in partenza per il Vietnam, incontra un gruppo di simpatici hippie che cercano di distoglierlo dal suo proposito. Una discreta versione cinematografica della nota commedia musicale di Galt MacDermot, che rese in parte giustizia alle splendide canzoni, anche se arrivò con un po’ troppo ritardo sul grande schermo.
(andrea tagliacozzo)

La donna del bandito

Un giovane evade dal carcere e si innamora della figlia di uno dei suoi compagni d’evasione. Fuggiranno insieme braccati dalla polizia. Dallo stesso romanzo che ispirerà
Gang
di Altman, il folgorante esordio di Nicholas Ray. Un film forse molto dentro il realismo sociale di quegli anni, ma che a vederlo oggi appare in anticipo di quindici anni, di un realismo quasi da Nuova Hollywood, con riprese dall’elicottero (tra le prime nel cinema americano) e Farley Granger che dice «Ti amo» alla macchina da presa prima di morire. Struggente, molto
radical
, con uno script attentissimo alle relazioni tra i due protagonisti e con il solito senso di fatalità che incombe su tutti i film del genere. La donna, come spesso in Ray, è più forte dell’uomo; e, come sempre nel suo cinema, i protagonisti giovani sono incompresi e minacciati da un mondo adulto.
(emiliano morreale)

Gioventù bruciata

Jim, giovane nevrotico con seri problemi familiari, prova un forte interesse per Judy, sua compagna di scuola. La giovane, inizialmente diffidente, finisce per ricambiare i suoi sentimenti. Il ragazzo di quest’ultima, a capo di una banda di teppisti, sfida Jim a una gara automobilistica estremamente pericolosa. Un film che sconvolse un’intera generazione (e non solo) identificatasi nel disperato (e forse inutile) tentativo di ribellione di James Dean e dei suoi compagni. Nicholas Ray riesce ad analizzare la travagliata psicologia dei giovani protagonisti senza cadere in stereotipi o banalità. Notevole anche la sua incredibile padronanza espressiva del mezzo cinematografico, poco apprezzabile nel formato Pan and Scan con cui il film viene spesso trasmesso in televisione.
(andrea tagliacozzo)

Ombre bianche

Dal romanzo «Top of the World» di Hans Ruesch, un’ambiziosa coproduzione italo-franco-inglese completamente girata tra i ghiacci del Polo. Inuk, un tranquillo esquimese, uccide un bianco che lo ha disonorato, rifiutando di andare con la moglie, che lui gli aveva offerto secondo un’antica usanza di ospitalità locale. Film minore di Nicholas Ray, malgrado l’eccellente interpretazione di Anthony Quinn nei panni del nativo esquimese. Straordinaria anche la fotografia.
(andrea tagliacozzo)