American Pie – Il primo assaggio non si scorda mai

Buona commedia adolescenziale su quattro ragazzi che muoiono dalla voglia di perdere la verginità. La fama del film è legata a gag fondamentalmente volgari, ma ben costruite intorno a situazioni e a personaggi credibili. In effetti si tratta di una comicità di vecchio stampo, nonostante la modernità delle battute. Con due sequel.

Party Monster

Culkin dà un’interpretazione manierata e assolutamente fastidiosa in questo “ritorno” adulto pensato su misura per lui — il suo primo film in 9 anni — sulla vera biografia di Michael Alig, un “club-kid” che divenne il re della vita notturna a base di stupefacenti nella New York fra gli anni Ottanta e Novanta prima di essere arrestato per omicidio. Poteva tradursi in un’interessante e allarmante racconto sul periodo (in effetti, i due registi avevano realizzato nel 1998 un documentario con lo stesso titolo): ma questa incursione — dilettantesca e girata in video — sulla depravazione negli ambienti di tendenza certamente non colpisce nel segno.

Mi gioco la moglie… a Las Vegas

Cage e la Parker decidono di cacciarsi nei guai — a Las Vegas — e lui perde lei sfidando il gangster Caan in una partita di poker truccata. La briosa farsa del regista-sceneggiatore Bergman contiene abbastanza capovolgimenti e humour assurdo da tener vivo il film dall’inizio alla fine… incluso un gruppo di “Elvis volanti”. La musica di Presley (interpretata da molte star, da Billy Joel a Bono) riempie la colonna sonora.

La zona grigia

Potente dramma sulla quotidianità di Auschwitz, basato sulle memorie di un medico ebreo che mise in pratica gli esperimenti di Josef Mengele per poter preservare la propria vita e quella della sua famiglia. Ad aiutarlo c’erano i “Sonderkommandos”, prigionieri ebrei che prolungavano la propria esistenza guidando i compagni di sventura verso le camere a gas. Frammentario e stilizzato ma comunque intenso, perché pone la questione su fino a che punto ci si possa spingere per sopravvivere. Keitel è anche co-produttore esecutivo. Sceneggiato dallo stesso Nelson, dal suo dramma teatrale.