Carosello napoletano

Una famigliola di guitti fa da trait d’union a una storia di Napoli attraverso una serie di canzoni. Un gioiello del cinema italiano, sfortunato all’uscita e recuperato decenni dopo dalla critica. Troppo costoso, forse troppo colto, non poteva fare scuola e rimane un unicum, l’indicazione di un qualcosa che non è stato; anzi, è forse l’unico musical della storia della cinematografia nazionale. Una cavalcata storica in una Napoli da cartolina, ma da cartolina filologica e di gran classe (co-sceneggiatore è Giuseppe Marotta, nello stesso anno de
L’oro di Napoli
), lontanissima dai film-rivista di Paolella-Infascelli e diretta da un regista teatrale che non ci riprovò più col cinema. Fotografia a colori, scenografie e coreografie sono tutte di altissimo livello.
(emiliano morreale)

Il cardinale Lambertini

Dall’omonima commedia di Alfredo Testoni. Nel 1739 Bologna è presidiata dalle truppe spagnole comandate dal crudele Duca di Montimar. Il cardinale Lambertini prende a cuore l’amore contrastato di un giovane laureato e di una bella contessina che l’ambiziosa matrigna vorrebbe dare in sposa al Duca. Ottima l’interpretazione di Gino Cervi, un po’ meno la convenzionale regia di Pastina.
(andrea tagliacozzo)

Due per la strada

Ottima recitazione in questo film su una coppia che battibecca (Hepburn e Finney) e si ferma a ricordare i propri dodici anni di matrimonio, cercando di salvare la propria felicità. Sensibile, accattivante e ben diretto. Squisito tema musicale di Henry Mancini; sceneggiatura di Frederic Raphael. Fotografia di Christopher Challis, in deliziose location francesi. Panavision. Quattro nomination agli Oscar.