L’ombra dell’uomo ombra

Nick e Nora indagano su un omicidio all’ippodromo e si imbattono nel solito campionario di personaggi sospetti in questo gradevole quarto episodio della serie, da notare per la rara apparizione (nel ruolo della pupa di un giocatore) della celebre futura insegnante di recitazione Stella Adler. Breve apparizione di Ava Gardner che passa vicino a un’auto all’ippodromo.

L’uomo ombra

Primo film della serie (ne seguiranno altri cinque), tratto dal romanzo di Dashiell Hammett. Uno scienziato scompare improvvisamente. Mentre la polizia brancola nel buio, del caso si occupa anche il detective dilettante Nick Charles, con il prezioso contributo della moglie Nora. Alcuni inspiegabili delitti vengono attribuiti alla mano dello scienziato scomparso. Perfetta e godibilissima la fusione tra giallo e commedia con una straordinaria coppia d’interpreti. (andrea tagliacozzo)

I migliori anni della nostra vita

Un classico rimasto inalterato nonostante il passare del tempo, che racconta il ritorno a casa di tre reduci americani della seconda guerra mondiale. La sceneggiatura di Robert Sherwood, ispirata al romanzo di MacKinlay Kantor, cattura perfettamente gli umori degli Stati Uniti del periodo postbellico. Sette Oscar: miglior film, regia, sceneggiatura, attori (March e Russel), montaggio (Daniel Mandell) e colonna sonora (Hugo Friedhofer). Russel, che è davvero un reduce (ha perso una mano in guerra), è stato insignito anche di un premio speciale dall’Academy, per “aver dato coraggio e speranza a tutti i veterani”. Un remake per la tv nel 1975, Returning Home, con Tom Selleck e Dabney Coleman.

Strettamente confidenziale

and Broadway Bill. Baxter, che è un “venduto” e ha sposato il denaro, mette a repentaglio il matrimonio e il suo futuro con una corsa di cavalli. La Loy, sua cognata, sembra l’unica a credere in lui. L’inarrestabile euforia che permea questo guazzabuglio ne nasconde i difetti. Sceneggiatura di Robert Riskin, dal racconto di Mark Hellinger On the Nose. Sarà Capra stesso a rigirarlo nel 1950, con il titolo La gioia della vita, utilizzando alcuni attori e spezzoni della prima versione. Fate attenzione a una giovanissima e bionda Lucile Ball nei panni di una centralinista.

Si riparla dell’uomo ombra

La coppia di detective più alcolica dello schermo di nuovo insieme — anche se Nora beve di meno, adesso che è diventata mamma — per risolvere un misterioso caso di omicidio a Long Island. Terzo episodio di questa fortunata serie, l’ultimo a essere tratto da un racconto di Dashiell Hammett.

Le due strade

Due orfani crescono insieme, ma diventati adulti prendono strade diverse: uno diventa integerrimo magistrato, l’altro incallito delinquente. Si rincontrano grazie a una donna, della quale sono entrambi innamorati. Il film, piuttosto mediocre, riuscì a ottenere una notevole pubblicità da un fatto di cronaca: fu l’ultima pellicola vista dal gangster Dillinger prima di essere ucciso dagli uomini dell’FBI, all’uscita del cinema. (andrea tagliacozzo)

Dopo l’uomo ombra

In questo delizioso secondo episodio della serie, Nick e Nora Charles si trovano a San Francisco: nei rari momenti di lucidità, i coniugi dovranno improvvisarsi investigatori nel tentativo di scagionare il cugino di Nora dall’accusa di omicidio. Forse un po’ troppo lungo, ma comunque assai godibile e con un finale davvero a sorpresa. Anche in versione colorizzata.

L’intraprendente signor Dick

Ad una conferenza, una diciassettenne (Shirley Temple) s’innamora di un aitante pittore (Grant). Ma l’artista, scapolo impenitente, sembra più interessato alla sorella maggiore, severa ma attraente giudice in gonnella (Myrna Loy). Scatenata commedia interpretata da un Cary Grant all’apice della sua forma. Gara di bravura tra l’attore e l’altrettanto straordinaria Myrna Loy. La brillante sceneggiatura di Sidney Sheldon vinse l’Oscar 1947. Grant e la Loy tornarono a far coppia un anno più tardi in
La casa dei nostri sogni
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(andrea tagliacozzo)