Kitty

In Inghilterra, nel diciottesimo secolo, Kitty (Paulette Goddard), ragazza dei bassifondi, viene ritratta nelle vesti di nobildonna dal celebre pittore inglese Thomas Gainsborough. Una serie di equivoci favoriscono l’entrata della giovane nei salotti dell’alta aristocrazia britannica, dove viene educata alle buone maniere da un simpatico giovanotto (Ray Milland). Commedia sofisticata diretta da un piccolo maestro del genere che offrì a Paulette Goddard uno dei ruoli migliori della sua carriera.
(andrea tagliacozzo)

Segretario a mezzanotte

Per sbarcare il lunario, un pittore diventa il segretario personale dell’affascinante dirigente di una agenzia pubblicitaria. L’uomo, costretto nelle occasioni mondane a presentarsi come il fidanzato della principale, finisce per innamorarsi della donna. Lei, dal canto suo, non vuole ammettere di ricambiare il sentimento del suo segretario. Una divertente commedia sofisticata con due protagonisti in grande forma e un ottimo stuolo di caratteristi (tra cui Robert Benchley). Comunque inferiori ai precedenti lavori di Mitchell Leisen sceneggiati da Billy Wilder e Charles Brackett.
(andrea tagliacozzo)

La signora di mezzanotte

A Montecarlo, una ballerina americana, avendo sperperato tutti i suoi averi al tavolo da gioco, è costretta a impegnare il suo guardaroba. Giunta a Parigi, la donna viene assoldata da un ricco signore allo scopo di sedurre un giovanotto che da tempo gli insidia la moglie. Una commedia sofisticata, divertente e spumeggiante, soprattutto per merito della strepitosa sceneggiatura di Billy Wilder e Charles Brackett (in quello stesso anno i due, assieme a Walter Reisch, avevano realizzato il copione di
Ninotchka
di Ernst Lubitsch). La regia di Mitchell Leisen – in origine uno scenografo – è raffinata, ma priva dell‘efficacia di un maestro come Lubitsch. Rifatto dallo stesso Leisen sei anni più tardi con il titolo
Mascherata in Messico
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(andrea tagliacozzo)
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La porta d’oro

In Messico, un affascinante gigolò francese si trova bloccato in un paese situato nei pressi della frontiera americana, nella vana attesa di un visto per entrare negli Stati Uniti. Per ottenere in fretta la cittadinanza statunitense, l’uomo seduce, con l’intento di sposarla, una timida maestrina americana. Un soggetto apparentemente banale elevato ai massimi livelli dall’ottima sceneggiatura di Billy Wilder e Charles Brackett. Le molte annotazioni intelligenti sulla condizione dell’emigrante sono probabilmente dovute alla penna di Wilder, viennese trapiantato ad Hollywood. Il regista Leisen appare anche in veste d’attore (in pratica nel ruolo di se stesso).
(andrea tagliacozzo)

Arrivederci in Francia

In Spagna, il pilota Tom Martin sta per essere fucilato dai franchisti, quando viene salvato dall’intervento di una giornalista americana che, spacciandosi per la moglie, convince il governatore a concedergli la grazia. Prima che venga scoperto l’inganno, il pilota e la reporter riescono a partire per Parigi. Una divertente commedia sofisticata travestita da film di propaganda (o viceversa), abilmente sceneggiata da Billy Wilder e Charles Brackett. Il soggetto, scritto invece da Benjamin Glazer e John S. Toldy, vinse un Oscar.
(andrea tagliacozzo)