Marcia trionfale

Un giovane appena laureato parte per il servizio militare. Si trova profondamente a disagio in nel mondo della caserma, ma il suo superiore (un uomo in crisi depressiva) lo elegge a suo confidente; così facendo involontariamente facilita la nascita di una relazione adulterina del giovane con sua moglie. Uno dei film meno riusciti di Bellocchio, in cui la volontà di dissacrare l’odioso baraccone delle forze armate cade nel vuoto della retorica e della banalità.

Germinal

Imponente adattamento del classico di Emile Zola del 1884, riesce a raccontare sia l’epopea di una desolata comunità rurale, sia la storia della povera famiglia di un minatore (Depardieu). L’azione comincia con un giovane in cerca di lavoro (interpretato dal cantante francese Renaud, al suo debutto come attore) che incita alla rivolta i lavoratori di un villaggio di minatori, risvegliando la coscienza politica della gente. Impressionante la rievocazione storica, ma a volte i personaggi sembrano un po’ finti. È tuttavia impossibile non sentirsi coinvolti. Già girato in Francia nel 1963. Panavision

L’ottavo giorno

Una storia famigliare dalle buone intenzioni, ma troppo intrisa di buoni sentimenti, su Auteuil, uomo d’affari belga nervoso e incline alle bugie, che (prevedibilmente) subisce una trasformazione della propria personalità dopo essersi trovato in compagnia di un uomo con la sindrome di Down (Duquenne, realmente affetto dalla malattia). Se avete già visto Rain Man… Auteuil e Duquenne vinsero entrambi dei premi per la recitazione al festival di Cannes. Super 35.

L’arte del sogno

Stephane (Gael Garcia-Bernal) è franco-messicano, giovane, carino, fra i venti e i trenta, cerca di fare l’artista o l’inventore, o entrambe le cose. Mica male. Però gli muore il padre, di cancro. Torna a Parigi dalla madre (Miou-Miou), che gli promette un lavoro «creativo» presso un’azienda che produce calendari. Naturalmente, finisce invischiato nel peggior ufficio del mondo, poco più di uno scantinato, abitato da personaggi meschini, grigi impiegati la cui unica caratteristica distintiva è il cinismo. Il lato positivo del trasferimento a Parigi comunque, c’è: Stephane conosce Zoe (Emma DeCaunes) e Stephanie (Charlotte Gainsbourg), vicine di casa. Inizialmente pensa di essere infatuato della prima, meno timida e introversa della seconda, una giovane artista che alla fine si rivelerà essere il vero oggetto del suo amore. Piccolo particolare: Stephane è un sognatore, a occhi chiusi. E aperti…

Le strade del sud

Il film è una specie di seguito de
La guerra è finita,
diretto nel ’66 da Alain Resnais e interpretato, come questo, da Yves Montand. Uno sceneggiatore di successo, profugo spagnolo e militante antifranchista, vive in Francia assieme alla moglie e al figlio diciottenne. I contrasti con quest’ultimo, che rimprovera al padre di vivere ormai solo di ricordi, sembrano insanabili. Criptico, come quasi tutti i film di Joseph Losey, ma tutto sommato suggestivo.
(andrea tagliacozzo)

I santissimi

Depardieu e Dewaere sono due rozzi delinquenti che si comportano come ragazzini nonostante l’età: commettono crimini insignificanti, terrorizzano e si dividono le donne. Spassosa, spigliata e a tratti poetica disamina sull’alienazione. La Moreau compare per poco nelle vesti di una ex-truffatrice che se la intende coi due ragazzi.