Stargate

Uno studioso di lingue antiche e geroglifici (Spader) viene reclutato per aiutare i militari a penetrare il mistero di una porta di pietra che, in realtà, conduce in un altro universo. Un’interessante odissea, realizzata con gran cura e ricca di effetti speciali, ma che perde la bussola drammaticamente. Davidson (quello di La moglie del soldato) appare nei panni di una sorta di incrocio tra una fata e Ming lo spietato. L’edizione speciale in video dura 128 minuti. Seguito da un film per la tv e una serie tv. Panavision.

Dead Man

Un contadino, nell’Ottocento, va a cercare lavoro in un paese di frontiera. Quando però viene cacciato, uccide il figlio del datore di lavoro e scappa nella foresta… Di certo il miglior film di Jarmusch, probabilmente uno degli esiti più alti degli anni Novanta. Come molti di questo decennio, un film che canta la fine: ma una fine non più malinconica e nostalgica, ribelle o violenta, come era stata in Coppola, Hill o Peckinpah. Qui siamo dopo la morte di Hollywood, e non importa neanche più il western. Il tempo è quello della fantascienza, la lentezza sembra quella di 2001 (il lavoro sullo spazio-tempo di Dead Man è uno dei più estremi della storia del cinema statunitense). Oltre la frontiera e il gotico americano, oltre Melville e oltre America di Kafka, dalle parti forse di Gordon Pym, il commesso viaggiatore Johnny Depp ci guida per mano verso la morte dell’Occidente e non solo dell’America. Sacerdoti di questa fine sono gli spettri dei nativi, perché nemmeno nella natura c’è speranza, mentre tutti muoiono uccidendosi tra loro come nel finale di Fratelli , altro coevo film epocale. Perfetto Johnny Depp, splendide le musiche di Neil Young, essenziale il bianco e nero di Robby Müller. Un capolavoro nichilista. (emiliano morreale)