Crocevia della morte

Opera umorale, piena di stile e un po’ pretenziosa, firmata dai fratelli Coen (Joel ha diretto e scritto la sceneggiatura insieme a Ethan, anche produttore). Byrne interpreta un gangster irlandese dal cuore di pietra che agisce secondo un codice etico conosciuto a lui soltanto, fedelmente devoto al re del crimine Finney. Denso e duro, all’inizio è quasi irritante, ma si fa sempre più coinvolgente man mano che l’intreccio si dispiega sinuoso. Alcuni momenti di bravura vanno a braccetto con la spettacolare fotografia di Barry Sonnenfeld. Frances McDormand, non accreditata, ha una piccola parte da segretaria.

Ed Wood

Vera storia di Ed Wood jr., «il peggior regista di tutti i tempi», eterosessuale con la passione del travestitismo. Wood mette su una compagnia di collaboratori sfigatissimi e coinvolge il vecchio Bela Lugosi, divo dell’horror ormai distrutto dalla droga, per realizzare
Plan 9 from Outer Space
. Uno dei migliori film sul cinema degli ultimi decenni. L’«adolescente» Burton ci regala un (auto)ritratto adulto e quasi esorcistico, un canto d’amore al cinema e a tutti i loser, i freak e i non riconciliati. Magicamente, Burton evita ogni effetto-nostalgia e ogni sarcasmo snobistico. Wood/Depp è fratello degli adolescenti dark e dei ragazzi-ostrica, e Ed Wood è per Burton quello che
La camera verde
è stato per Truffaut (altro regista-fanciullo): un impietoso confronto con la propria necrofilia-cinefilia. Geniale, e lucidissimo, il confronto finale di Wood con Orson Welles. Per capire quale possa essere un atteggiamento «giusto» verso il mass-cult infimo, e come quietamente se ne possa cogliere la poesia, rimane indimenticabile il monologo di Martin Landau (un Bela Lugosi straordinario), specie in versione originale.
(emiliano morreale)

Guardia del corpo

Una guardia del corpo viene assunta per proteggere una star della musica, ma finisce per innamorarsene. Artificiosa vetrina per due stelle di Hollywood, punta a compiacere il pubblico in ogni modo, a volte scivolando nel kitsch. Solido debutto cinematografico per la Houston, che canta I Will Always Love You meglio di Dolly Parton, interprete originale. La sceneggiatura di Lawrence Kasdan è stata scritta diversi anni prima della realizzazione del film, e il ruolo di bodyguard era stato pensato per Steve McQueen! A Hong Kong ne è stato prodotto un remake (The Defender) nel 1994, con Jet Li nei panni della guardia del corpo. Due nomination per le musiche.

The Black Dahlia

Due detective, Blanchard (Aaron Eckhart) e Bleichert (Josh Hartnett), devono indagare riguardo la truculenta morte (realmente accaduta) di un’aspirante attrice conosciuta come Dalia Nera. La donna è stata brutalmente massacrata sulle colline intorno a Hollywood alla fine degli anni Quaranta e il delitto sconvolse l’opinione pubblica di tutto il Paese. Indagando, i due scoprono che il fidanzato della vittima è coinvolto in qualche modo nel delitto ma si rifiuta di collaborare. Bleichert, intanto, incontra una misteriosa donna, Madeleine Linscott (Hilary Swank), anch’essa legata alla povera ragazza uccisa.