Derailed

La vita non è mai perfetta. Scontato, ma vero. Neanche se sei un benestante pubblicitario di Chicago, felicemente sposato con una splendida donna che ti ha dato una figlia ormai quasi adolescente. Perché la tua felicità è a rischio ogni giorno. Come pattinare sul ghiaccio sottile. Charles Schine (Clive Owen) ha in effetti almeno due motivi di preoccupazione: primo, la sua piccola Amy (Addison Timlin) è malata di diabete e bisognosa di un trapianto; secondo, il suo lavoro sta conoscendo un periodo di crisi. Le responsabilità sono molto pesanti, la tentazione di scappare è forte. Sarà una donna incontrata per caso sul treno che tutte le mattine lo porta verso il centro della città, Lucinda Harris (Jennifer Aniston), a offrirgli una via di fuga. Ma le cose non andranno come previsto, e la vita di Charles finirà per deragliare, anche a causa del violento incontro-scontro con il gangster francese LaRoche (Vincent Cassel).

Nonostante le critiche piuttosto negative ricevute in patria, alla prova dei fatti questo
Derailed –
prima pellicola hollywoodiana dello svedese Mikael Hafstrom
(Evil: Il ribelle) –
si rivela un thriller onesto e godibile, che si avvale di una trama tutto sommato ben congegnata. Poca originalità e assolutamente nessun colpo di genio, ma si tratta certamente di un’opera media piuttosto che mediocre. La regia è pulita ed efficacie, e non «deraglia» troppo dai cliché tradizionali del genere. La scena che introduce il misterioso narratore della storia, all’inizio, è lampante da questo punto di vista: fatta quasi esclusivamente di «dettaglioni», ci presenta una figura in penombra che si accende quella che sembra essere l’ultima sigaretta della sua vita. Chi sarà? Ovviamente, lo scopriremo solo nel finale.

Punto di forza del film è sicuramente il cast piuttosto azzeccato. Menzione d’onore per il protagonista Clive Owen, che viene pestato a sangue per almeno un’ora e mezza, prima dell’ inevitabile vendetta finale; ma il personaggio più divertente è senza dubbio quello cucito addosso a un Cassel insanamente sardonico e più crudele che mai. Da segnalare il ruolo niente affatto secondario riservato ai rapper RZA e Xzibit: il primo se la cava piuttosto bene nonostante la sua interpretazione venga un po’ snaturata dal doppiaggio, mentre il secondo lucida la sua immagine pubblica
gangsta
interpretando il balordo tirapiedi del
super-villain
Laroche.

Derailed
scorre piacevolmente per tutta la sua durata, anche se la sceneggiatura a volte soffre di qualche caduta: i dialoghi tra Charles e Lucinda, nella scena in cui i due si conoscono sul treno, sono francamente insopportabili.
In definitiva, si può parlare di un compitino ben svolto. «Più che sufficiente, ma puoi fare meglio», direbbe la professoressa di italiano.
(michele serra)

Il rito

La figura del diavolo è solo un’arcaica visione della fede per Padre Gary Thomas, un giovane parroco californiano. Rimarrà però sbalordito quando, giunto a Roma su invito del suo vescovo a seguire un corso di esorcismo nella Città Eterna, avrà modo di ricredersi e di constatare che il “Male” é molto più diffuso di quanto lui potesse mai immaginare.