Due volte nella vita

Arrivato alla fatidica soglia dei cinquant’anni, Harry, già sposato con Kate, s’innamora di un’altra donna, Audrey, più giovane di lui di qualche anno. Nella famiglia dell’uomo scoppia la tragedia: la figlia maggiore, in particolare, non ha nessuna intenzione di perdonarlo. La prevedibilità della trama è riscattata dalla maiuscola prestazione degli interpreti. La canzone dei titoli è di Paul McCartney, mentre la colonna sonora è composta dal chitarrista jazz Pat Metheny. (andrea tagliacozzo)

Flashdance

Un’operaia di Pittsburgh sogna di diventare ballerina. Si innamora ricambiata del padrone, ma quello che conta è il sogno. Quando supera un provino tutto cambia… Non un bel film (non lo era neanche allora), ma a suo modo un film-simbolo degli anni Ottanta, con tanto di citazione camp (dieci anni dopo) di Moretti in
Caro diario
. Adrian Lyne rappresenta il peggio dell’estetica pubblicitaria (
Nove settimane e mezzo
, il tremendo
Attrazione fatale
) e l’unica occasione in cui sia riuscito a cavare fuori qualcosa di non banale è
Allucinazione perversa
, curioso thriller onirico sui ricordi del Vietnam. Al posto di Jennifer Beals balla una controfigura (come – pare – anche per lo spogliarello di Kim Basinger nel film successivo), ma che importa?
Flashdance
è una specie di abilissimo
Rocky
al femminile, con un inizio finto-duro (indimenticabili gli occhioni della Beals quando si toglie la maschera da saldatore), una struttura «a Cenerentola» semplice ed efficace, il gran finale con la canzone ruffianissima di Giorgio Moroder.
(emiliano morreale)