Doppio inferno

Racconto sfacciatamente schietto su un uomo (Oldman) il cui esaurimento nervoso — causato dalla guerra di Corea — lo conduce in un manicomio della Florida in stile Karloff. Ordinario dramma di denuncia — sebbene basato su fatti realmente accaduti — con Hopper in un celeberrimo cammeo nella parte di un paziente; la McDormand e la Reed sono bravissime, rispettivamente nei panni della moglie e della combattiva sorella di Oldman.

Guardia del corpo

Una guardia del corpo viene assunta per proteggere una star della musica, ma finisce per innamorarsene. Artificiosa vetrina per due stelle di Hollywood, punta a compiacere il pubblico in ogni modo, a volte scivolando nel kitsch. Solido debutto cinematografico per la Houston, che canta I Will Always Love You meglio di Dolly Parton, interprete originale. La sceneggiatura di Lawrence Kasdan è stata scritta diversi anni prima della realizzazione del film, e il ruolo di bodyguard era stato pensato per Steve McQueen! A Hong Kong ne è stato prodotto un remake (The Defender) nel 1994, con Jet Li nei panni della guardia del corpo. Due nomination per le musiche.

Pazzi a Beverly Hills

Harris Telemaker, conduttore di un programma di metereologia, dopo aver perso il posto per aver sbagliato le previsioni del fine settimana, scopre che la fidanzata lo tradisce con il suo agente. Quando tutto sembra perduto, lo strano incontro con un tabellone stradale, che inizia miracolsamente a parlare con lui, gli dà la forza per ricominciare da capo. L’ottimo Steve Martin, autore anche della sceneggiatura, voleva realizzare un sincero atto d’amore verso Los Angeles, un po’ come aveva fatto Woody Allen con Manhattan per la sua New York; ma i toni troppo surreali a cui ricorre e qualche trovata discutibile tolgono mordente e spessore al film, diretto con stile anonimo da Mick Jackson. (andrea tagliacozzo)