Le ragazze della Casa Bianca

A quattro anni dal Watergate uscì
Tutti gli uomini del presidente
, passioni civili e regia di grande tensione. Ventotto anni dopo il cinema americano rivede la Storia con le armi della frivolezza e del ridicolo. Due liceali sciocchine diventano accompagnatrici ufficiali del cane di Richard Nixon; una di loro si innamora anzi platonicamente di «Dick» (senza badare al doppio senso con il membro virile, che in inglese è assai familiare). Ma poi sentono per sbaglio un nastro dove l’incazzoso e antidemocratico Nixon se la prende con gli ebrei (nonché con il cane), e decidono di fargliela pagare. Consegnando un documento compromettente ai due giornalisti del «Washington Post» in cerca di scoop. È abbastanza impressionante non tanto che Nixon sia ridotto a una caricatura (e Dan Hedaya è bravissimo), ma che la stessa fine la facciano anche i due eroici giornalisti. Quando si dice la fine delle ideologie.
(alberto pezzotta)

La terra dell’abbondanza

Wim Wenders propone la sua visione dell’America dopo l’11 settembre. L’America degli emarginati. Questa fiction confronta due personaggi, Paul e Lana, a Los Angeles, città tentacolare, ambigua nel far convivere ricchi e miseri: Paul (John Diehl), patriota veterano paranoico della guerra del Vietnam che vive ancora in stato di guerra, e Lana (Michelle Williams) sua giovane nipote cristiana appena tornata da missioni umanitarie in Medioriente e Africa, che viene a Los Angeles per aiutare i poveri. La storia presenta la visione opposta di questi due esseri. Divisi come l’America è oggi fra i partigiani della violenza e quelli che cercano di curare il male. Si ritrovano quando assistono per caso all’omicidio per strada di un pakistano e cercano insieme di comprendere il motivo di quella morte.
Paul, dopo l’11 settembre, si crede di nuovo in guerra. Sono risorti i fantasmi del suo passato in Vietnam. Si veste da militare. Percorre in lungo e largo la città con il suo camioncino equipaggiato di videocamere e armi, cercando improbabili arabi sospetti. Crede ciecamente nel suo Paese. Lana, invece, crede arditamente in Dio. Collabora alla gestione di una missione cattolica a Los Angeles ed è tornata in America per ritrovare le tracce del suo passato e dell’unico membro ancora vivo della sua famiglia, lo zio Paul. Lo cerca ma lui non la vuole conoscere. La sua vita è dedicata prettamente alla guerra. Lei lo ritrova, lo ascolta, prova a comprenderlo. Solo la morte del pakistano sospettato da Paul (Shaun Toub), che decede per caso davanti alla missione cattolica di Lana, fa sì che i due si ritrovino. Paul decide di accompagnare Lana per portare il corpo del morto a suo fratello. Partono insieme per un viaggio. Si scoprono. Il film termina come una comunione.
Wenders ha voluto offrirci una sua ulteriore visione di un’America, riconosciuta come un modello vincente a livello internazionale, ma che dentro è vuota, persa. Un’America con una povertà eclatante, senza identità. Un’agonia che solo la religione cattolica riesce a placare, ma che la politica ferisce con violenza. Un’America malata dell’attacco dell’11 settembre e che non sa più come gestire se stessa, che cerca un nemico. Un’America, una volta terra di libertà, l’american dream, che non è più capace di accogliere gli stranieri.
Il regista tedesco, innamorato da sempre degli Usa, propone un discorso che potrebbe essere interessante se la sua meravigliosa sensibilità, dimostrata in tante pellicole – come Alice nelle città o Paris, Texas – fosse ancora in attività. Il problema è che da quando ha girato Fino alla fine del mondo (documentari a parte – Lisbon Story, Buena Vista, ecc… -) le sue fiction hanno perso di interesse. Questo film lo dimostra ancora una volta. La terra dell’abbondanza è imbarazzante, sbagliato. La trama è naif e scolastica. Il film noioso e presenta una mancanza di sottigliezza sconfortante. È girato benissimo in digitale e con una fotografia indiscutibile. Lanciamo un grido allora. Wim Wenders deve concentrarsi sul documentario. Lasci perdere la fiction perché l’ispirazione non c’è più. Sta sporcando il suo nome in lavori indifendibili. Non vorremmo avesse ragione Paul Valéry, quando diceva che che la bellezza è quello che fa disperare. (isabelle mical)

Sex List – Omicidio a tre

Jonathan McQuarry è un revisore contabile, troppo dimesso e riservato per essere adeguato al mondo delle grandi società e dei potenti di New York, per i quali lavora. Allo stesso modo è inesperto della vita sentimentale, dedicandosi completamente al lavoro. Ma l’incontro con il rampante e carismatico avvocato Wyatt Bose gli fa scoprire un ambiente finora sconosciuto, fatto di lusso, donne e divertimento estremo. Per i grandi manager della città impegnati a lavorare e privi del temo e della voglia necessari per avere una stabile relazione con una donna, esiste infatti la “lista”, una sorta di organizzazione del sesso, che permette a chi ha il giusto numero di telefono di godersi una eccitante serata di sesso con una ragazza affascinante, senza nessun legame successivo, solo rispondendo alla parola d’ordine “Sei libero stasera?”. Jonathan rimane casualmente coinvolto nel sistema, scoprendo aspetti di se stesso che mai avrebbe immaginato. Ma a causa dell’incontro con la misteriosa e affascinante S. scopre anche un mondo fatto di misteri, tradimenti e omicidi, nei confronti del quale non è preparato.

I segreti di Brokeback Mountain

I segreti di Brokeback Mountain

mame cinema I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN - STASERA IN TV scena
Una scena del film

Diretto da Ang Lee, I segreti di Brokeback Mountain (2005) racconta la storia di Ennis (Heath Ledger) e Jack (Jake Gyllenhaal), due cowboy che si incontrano nel Wyoming negli anni ’60. Entrambi hanno bisogno di un lavoro per la stagione estiva, quindi vengono assunti per condurre al pascolo un gregge di pecore nella località di Brokeback Mountain, un luogo di fantasia. I due non potrebbero essere più diversi: Jack è estroverso e solare, mentre Ennis è taciturno e chiuso in se stesso. Eppure, l’isolamento tra le montagne porta i ragazzi a cercare un contatto tra loro. Di conseguenza, nasce un sentimento reciproco che si rafforza giorno dopo giorno.

Tuttavia, l’estate volge al termine e i due uomini si separano, prendendo strade diverse. Ma, dopo diverso tempo, la vita li fa incontrare nuovamente. Che cosa succederà, quindi? Ognuno reprimerà i sentimenti che prova per l’altro o avranno il coraggio di stare insieme, nonostante tutto e tutti?

Curiosità

  • I segreti di Brokeback Mountain è stato il film con più nomination ai premi Oscar del 2006. Inoltre, ha ottenuto tre riconoscimenti per la Miglior regia, la Migliore sceneggiatura non originale e la Miglior colonna sonora.
  • In più, il film ha vinto quattro Golden Globe, quattro premi BAFTA e tre Critics’ Choice Award.
  • La pellicola ha debuttato alla Mostra internazionale del cinema di Venezia e ha vinto il Leone d’oro.
  • Il primo regista disposto a dirigere il film fu Gus Van Sant.
  • La pellicola si basa sul racconto Brokeback Mountain di Annie Proulx, uscito sul New Yorker nel 1997.
  • Fu offerta una parte nel film a Matt Damon, il quale però rifiutò. Anche Joaquin Phoenix non accettò di entrare nel cast.
  • Il regista, Ang Lee, ha dichiarato di aver utilizzato il reale imbarazzo degli attori protagonisti durante le scene intime per rendere più realistica possibile l’intensità emotiva del film.