La chiesa

In Germania, nel Medio Evo, una giovane strega è torturata e sepolta ancora viva, assieme a un gruppo di poveri appestati, per mano di alcuni cavalieri. Sul macabro sepolcro viene costruita una chiesa dove, secoli dopo, si verificano strani fenomeni dei quali restano vittime un incauto bibliotecario e altri occasionali ospiti. Il regista Soavi si dimostra un buon allievo di Dario Argento, con tutti i pregi e i difetti dell’autore di
Suspiria
: inventivo sul piano visivo, il film si regge a stento in piedi sul versante puramente narrativo. (
andrea tagliacozzo
)

Il sangue dei Vinti

È il 19 luglio 1943, un giorno fatale per Roma e l’Italia. E per Francesco Dogliani(Michele Placido), commissario di polizia. Pochi minuti dopo le 11, quattro gruppi di B17 e cinque gruppi di B24 bombardano lo scalo ferroviario a San Lorenzo, causando ingenti danni e molte vittime. Tra gli edifici che crollano, colpiti da una bomba, c’è un palazzo popolare dove Dogliani vive e dove è stato scoperto il cadavere di una giovane prostituta, Costantina (Barbora Bobulova), uccisa con un colpo di pistola che ne ha sfigurato il volto. Nel modesto appartamento della morta, nascosta dentro un armadio, il commissario scopre la piccola figlia della prostituta, Elisa (Teresa Dossena). Riesce a salvarla, portandola via in braccio, pochi istanti prima dello scoppio che sbriciola il caseggiato distruggendo ogni cosa e facendo “sparire” il cadavere di Costantina, quindi le prove di un delitto.

Arrivederci amore, ciao

Giorgio Pellegrino è un ex terrorista di sinistra. Per non finire in galera fugge in Sudamerica tra i guerriglieri. Caduto il muro di Berlino decide di far ritorno in Italia, ma c’è un prezzo da pagare: deve rivelare i nomi dei suoi vecchi compagni per ottenere una riduzione della pena a due anni. Così fa e, una volta uscito, decide di accumulare un capitale attraverso l’illegalità. Quasi ci riesce, ma il passato torna a galla

La setta

Mentre si trova a bordo della sua auto, Miriam, giovane maestra di Francoforte, investe un uomo molto anziano. La ragazza decide di portare il vecchio, ancora in stato confusionale, nel suo cottage. Ma ignora che l’uomo è il capo di una pericolosa setta satanica. Il regista Michele Soavi, allievo di Dario Argento (che figura tra gli sceneggiatori del film), sembra incapace di governare la materia narrativa. Il risultato è un horror senza capo né coda, incomprensibilmente apprezzato da alcuni critici nostrani. Alcune scene sono semplicemente disgustose; altre involontariamente comiche e grottesche.
(andrea tagliacozzo)