Il giorno dello sciacallo

Intrigante adattamento del best-seller di Frederick Forsyth su un piano per assassinare De Gaulle e sugli accurati preparativi per l’omicidio. Bella la regia, che ha girato in mezza Europa e approfittato di un cast di prima classe. Remake nel 1997: The Jackal.

Out 1: Noli me tangere

Out 1: Noli me tangere
è il film ideale per avvicinarsi all’arte di Jacques Rivette. Sia l’amore per la messa in scena di Howard Hawks, sia il fascino esercitato dalle pellicole di Jean Renoir diventano due veri poli capaci di orientare la struttura dell’opera. Ciò che accomuna i due autori – così diversi – nel lavoro di Rivette è la funzione attribuita al regista: non più demiurgo ma spettatore/traghettatore, attento a cogliere e a riprodurre le dinamiche che si creano nel tournage. Tanto nelle improvvisazioni dei due gruppi teatrali, quanto nelle scorribande parigine di Juliet Berto o di Jean-Pierre Léaud, il regista fa di tutto per occultarsi. Lascia che la trama, sorretta da un filo flebile quanto lo è l’idea di intrigo espressa ne
L’histoire des Treize
di Balzac, si dipani attraverso il tempo (che non è durata pura, ma accumulo inesausto di particolari). Come in un’improvvisazione di teatro, si attendono le reazioni tra i performer. A ciascun attore il compito di creare il proprio personaggio. Noi, come Rivette, restiamo a guardare. Ora dopo ora (il film ne accumula dodici!), diamo un senso – che è essenzialmente ritmico – a ciò che accade. Creiamo, a ogni visione, una storia nuova.
(carlo chatrian
)

Una romantica donna inglese

La moglie di un affermato scrittore inglese conosce in vacanza un affascinante avventuriero. La donna riferisce dell’incontro al marito che, in cerca di materiale interessante per terminare la sceneggiatura che sta scrivendo, decide di invitare lo sconosciuto. Il copione del film – uno dei più eleganti ma meno apprezzati del regista Losey – è firmato da Thomas Wiseman (autore anche del soggetto) e Tom Stoppard (in seguito sceneggiatore di
Brazi
l e regista dell’ottimo
Rosencratz e Guildestein sono morti
). In quello stesso anno, Glenda Jackson venne candidata all’Oscar per
Il mistero della signora Gabler
.
(andrea tagliacozzo)

Stavisky il grande truffatore

Uno strano esperimento. Doveva essere un’operazione commerciale, che ripercorreva un celebre scandalo finanziario della Francia degli anni Trenta, e per giunta con un divo come Belmondo. Un film provocatoriamente classico e limpido, tutto dolly e carrelli, in anni dominati da zoom e macchine a mano. Ma in realtà è un’opera complicata e segreta, in cui i paralleli storici (Stavisky e Trotskij in esilio) e le premonizioni (l’Europa alle soglie della catastrofe, e Stavisky che ironicamente mostra «il re nudo») costituiscono dei rimandi misteriosi e paralleli. Alla fine ne risulta una riflessione sugli enigmi e le trappole della Storia, sulla Storia come truffa e inganno. Un intreccio di eventi e situazioni, un’atmosfera di tristezza e minaccia: un film che riesce a trasmettere, se non la tragedia della Storia, almeno la sua malinconia.
(emiliano morreale)

C’era una volta un commissario

Il commissario Campelier è sulle tracce del Nizzardo, un losco individuo che capeggia una banda di trafficanti di droga. Per incastrarlo, entra nella sua gang assumendo le mentite spoglie di un trafficante morto poco prima per un regolamento di conti. Un Giallorosa assai divertente, con alcune indovinate caratterizzazioni.
(andrea tagliacozzo)