Il bestione

Un camionista lombardo di mezza età (Michel Constantin) si vede affidare come secondo autista un giovane siciliano (Giancarlo Giannini). Dapprima i due non riescono a legare, per via dei loro opposti caratteri, ma poi diventano amici, tanto da decidere d’investire i loro risparmi e mettersi in proprio. Una banale commedia che scade molto spesso nel volgare. Ripetitivo Giannini nella caratterizzazione che lo aveva reso noto al grande pubblico.
(andrea tagliacozzo)

L’uomo dalle due ombre

Fuggito dal carcere militare, dove era finito per un atto di insubordinazione, l’americano John Martin si rifugia in Francia. Dopo essersi costruito una nuova esistenza, l’uomo viene ricattato da alcuni suoi ex compagni di prigionia. Il romanzo thriller di Richard Matheson
Ride the Nightmare
è trasformato da Terence Young (regista di numerosi 007) in un banale e poco emozionante action movie. Da notare che in quello stesso anno Charles Bronson aveva lavorato in un’altra pellicola di produzione francese:
Rider on the Rain
di René Clement.
(andrea tagliacozzo)

Il buco

Un gruppo di detenuti tenta un’evasione dal carcere, ma forse tra loro c’è una spia.  Ultimo film di uno dei grandi del realismo francese, è anche il suo film più rigoroso ed estremo. Superbo cantore della mala in Casco d’oro e Grisbi , Becker realizza con Il buco il proprio capolavoro. Siamo già in anni di nouvelles vagues, ma il film di Becker somiglia piuttosto a Un condannato a morte è fuggito di Bresson: meno metafisico e più morale, e più attento alla dimensione del gruppo e a temi tradizionalmente noir come il tradimento, il sacrificio, la libertà (alla base c’è un romanzo di José Giovanni, poi a sua volta regista di polar). Ma la messinscena giunge ben presto all’astrazione, la suspence diviene insostenibile grazie a pochi elementi ossessivi (il rumore attutito dei martelletti) e il finale è di una logica stringente e ineluttabile. (emiliano morreale)

Il clan dei marsigliesi

Tratto da «Lo scomunicato (L’excommunié)», un romanzo ambientato nella malavita francese degli anni Trenta e Quaranta scritto dallo stesso regista. Il noto gangster Robert finisce in prigione per avere ucciso diversi rivali malavitosi durante un cruento scontro a fuoco. In carcere ritrova Xavier, un vecchio amico, con il quale progetta di evadere. Inferiore ai film precedenti di José Giovanni, piccolo maestro del noir alla francese.
(andrea tagliacozzo)

Funerale a Los Angeles

Un killer francese arriva a Los Angeles con il compito di uccidere un vecchio e ricchissimo boss della malavita. Dopo aver assolto al suo compito con incredibile facilità, l’uomo scopre che i mandanti dell’assassinio sono il figlio e la giovane moglie del defunto. Buon poliziesco alla francese diretto da un esperto nel genere come Jacques Deray (autore di
Borsalino and Co.
e
Flic Story
).
(andrea tagliacozzo)

C’era una volta un commissario

Il commissario Campelier è sulle tracce del Nizzardo, un losco individuo che capeggia una banda di trafficanti di droga. Per incastrarlo, entra nella sua gang assumendo le mentite spoglie di un trafficante morto poco prima per un regolamento di conti. Un Giallorosa assai divertente, con alcune indovinate caratterizzazioni.
(andrea tagliacozzo)