Il giustiziere della notte 3

Paul Kerey, riposta la sua pistola e smessi i panni dell’implacabile giustiziere, si trasferisce a New York. Quando il suo amico Charlie viene ucciso da tre teppisti, Paul, ritrovatosi casualmente sulla scena del delitto, è ingiustamente arrestato. Per uscire di prigione, accetta di ripulire dai criminali il quartiere di Belmont. I due precedenti episodi, in confronto a questo inutile e noioso seguito, sembrano un fulgido esempio di finezza cinematografica. (andrea tagliacozzo)

Professione: assassino

Un killer professionista, al soldo di un’organizzazione criminale, riceve l’incarico di eliminare un boss della malavita. Eseguito il mandato, il killer decide di prendere con sé il giovane e cinico figlio della vittima per insegnargli i rudimenti del mestiere. Il film si distacca leggermente da altri dello stesso genere (compresi quelli interpretati dallo stesso Bronson) per un più approfondito studio psicologico dei personaggi. Tra i protagonisti figura Jill Ireland, seconda moglie di Bronson, stroncata nel 1990 da un male incurabile. (andrea tagliacozzo)

L’assassino di pietra

Deciso a vendicare la morte dei familiari, sterminati 42 anni prima in un agguato, don Alberto organizza un corpo militare composto di agguerritissimi reduci del Vietnam. Il tenente di polizia Lou Torrey, insospettito da un’improvvisa catena di delitti, si ritrova sulle tracce dell’organizzazione di don Alberto. Poliziesco di buona fattura realizzato da un esperto del genere. Un anno dopo Charles Bronson e il regista Michael Winner si ritroveranno per dare il via alla saga de Il giustiziere della notte. (andrea tagliacozzo)

Il giustiziere della notte

Manipolazione del pubblico ai massimi storici: la moglie e la figlia di un uomo d’affari (Bronson) vengono selvaggiamente stuprate; la moglie muore, trasformando così il pacato borghese Bronson in un giustiziere per le strade di New York. Spaventoso, ma irresistibile. Un travisamento del romanzo di Brian Garfield, nel quale farsi giustizia da sé non costituisce la soluzione ma un nuovo problema. Musiche di Herbie Hancock. Uno degli aggressori è Jeff Goldblum, al debutto. Con quattro sequel.

Scorpio

Cross, agente della CIA, è nel mirino dei suoi superiori, che lo credono un traditore al servizio dei sovietici. Il killer francese Jean Laurier, suo amico e allievo, riceve l’ingrato compito di eliminarlo. Ma individuare il maestro, rifugiatosi a Vienna, non è semplice. Un poliziesco di routine, comunque non privo di qualche discreta sequenza d’azione. Inutile dire che il maggiore interesse del film risiede nella presenza dei due divi. Michael Winner è il regista di quasi tutti i film della serie Il giustiziere della notte. (andrea tagliacozzo)

Marlowe indaga

Da Il grande sonno di Raymond Chandler, già portato sul grande schermo nel 1946 da Howard Hawks. A Londra, il detective Philip Marlowe riceve l’incarico dall’anziano generale Sternwood di scoprire lo sconosciuto che lo sta ricattando. A parte l’ambientazione (americana nella versione di Hawks, inglese in quest’altra di Winner), la netta differenza tra i due film balza subito agli occhi. A favore del primo, naturalmente. Mitchum aveva già interpretato il personaggio creato da Chandler in Marlowe, il poliziotto privato del 1975. (andrea tagliacozzo)

Io sono la legge

Sette mandriani, dopo essersi ubriacati e aver messo a soqquadro la cittadina di Bannoch, uccidono involontariamente un povero vecchio. Quindi tornano a Sabbate, dove lavorano alle dipendenze di un ricco allevatore. L’irremovibile sceriffo di Bannoch è deciso ad assicurare i sette alla giustizia. Buon western, stilisticamente influenzato dai film violenti e barocchi di Sergio Leone. Robert Ryan, nei panni di un mite sceriffo, ruba la scena al protagonista. Winner tornerà a dirigere Lancaster in Scorpio , un poliziesco del ’72. (andrea tagliacozzo)