La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia

La prima opera in inglese della Wertmüller (girata a Roma e San Francisco) è un insoddisfacente fantasy-drama sulla relazione tra il giornalista Giannini e la moglie femminista Bergen, che è piuttosto brava.

A cena con gli amici

A Baltimora, cinque amici, lasciatisi ormai alle spalle l’adolescenza, si riuniscono periodicamente per ricordare con nostalgia le vecchie imprese. Qualcuno è maturato, qualcun’altro meno. Tutti, comunque, sono alle prese con i problemi che comporta inevitabilmente l’età adulta. Film d’esordio di Barry Levinson (e per gli attori Ellen Barkin e Paul Reiser), si distacca da altri prodotti del genere grazie a una sceneggiatura sufficientemente intelligente e alla discreta interpretazione corale degli attori, allora sconosciuti, ma di lì a poco destinati quasi tutti al successo. (andrea tagliacozzo)

Radio Days

Woody Allen rievoca affettuosamente i giorni dell’infanzia, il quartiere di Brooklyn dove è nato e cresciuto, ricostruendo un’epoca – quella degli anni Quaranta – attraverso i programmi e le canzoni della radio. Protagonista del film è il piccolo Joe, birbante e sognatore, appartenente a una numerosa famiglia ebraica di New York. L’humour e il tocco leggero del film sono quelli tipici del miglior Allen, sempre irresistibile quando mette da parte le ambizioni bergmaniane e si ricorda di essere uno dei più grandi umoristi americani. Straordinaria la ricostruzione d’epoca, con le sfarzose scenografie di Santo Loquasto e una ricchissima colonna sonora di successi dell’epoca. (andrea tagliacozzo)