Frost/Nixon – Il duello

Nell’estate del 1977, le interviste televisive di David Frost a Richard Nixon riscossero il più grande consenso della storia della TV americana per quanto riguarda un programma di informazione. Oltre 45 milioni di spettatori – curiosi di conoscere i pensieri dell’ex comandante supremo caduto in disgrazia e ansiosi di ascoltare da parte sua l’ammissione dell’abuso di potere che aveva condotto alle sue dimissioni – restarono incollati davanti ai teleschermi, per assistere all’avvicente confronto verbale che Nixon e Frost misero in scena nel corso di quattro serate. Due uomini con una reputazione da difendere, e la consapevolezza di poter soltanto vincere o perdere durante l’incontro, ma non pareggiare. Il loro leggendario confronto avrebbe rivoluzionato per sempre l’arte dell’intervista, cambiando il volto della politica, e registrò una piena confessione da parte dell’ex presidente che sbalordì il mondo intero… e forse persino lo stesso Nixon.

Timeline

Il professor Edward Johnston (Billy Connelly), guida un giovane gruppo di archeologi, impegnati negli scavi attorno alle rovine di Castelgard, nel dipartimento francese della Dordogna, dove, nel 1357, al termine di un sanguinoso assedio, i francesi sconfissero gli inglesi nel corso della cosiddetta guerra dei cent’anni. Del gruppo fanno parte l’aitante assistente del professore, Andre Marek (Gerard Butler), la fascinosa studente Kate (Frances O’Connor) e il figlio del professore, Chris (Paul Walker), deciso a seguire le orme del padre più per amore di Kate che per reale interesse nell’archeologia. Il ritrovamento di un’antica pergamena risalente alla metà del XIV secolo, che riporta inspiegabilmente una richiesta di aiuto del professore, porta i giovani archeologi nel Nuovo Messico, dove ha sede la International Technology Corporation, misteriosa società presso la quale lo scienziato si era recato prima che le sue tracce si perdessero. Scopriranno che la ITC ha creato una macchina del tempo e che lo studioso, avendo preteso di tornare al tempo della battaglia, non ne ha fatto più ritorno. Detto fatto, i giovani decidono di tornare indietro nel tempo alla ricerca dello scomparso. Ma lo scaltro capo dell’ITC, Robert Doniger (David Thewlis) ha dimenticato di dire loro molte cose importanti…
Io ho conosciuto degli archeologi veri, una volta. Scavavano delle rovine etrusche, dalle parti dell’antichissima città di Roselle, nel cuore della Maremma toscana. Si facevano un mazzo così, sotto il sole a picco. Giovani erano giovani ma dire che fossero belli… E ti credo: caldo umido, tafani al posto delle mosche, niente acqua, magari due lire di dottorato. Magari neppure quelle… E più erano giovani, e più si facevano il mazzo. Perché gli archeologi di Hollywood sono tutti appassionati sognatori innamorati e tremendamente fighi? Mah, sia come sia, il regista-produttore Richard Donner (la quadrilogia di Arma letale, Ladyhawke, Superman come regista; X-Men come produttore) realizza un filmetto dalla partenza sciatta per non dire irritante che poi però prende il volo grazie alle scene d’azione e all’ambientazione medievale. Di gran moda da qualche tempo a questa parte, come tutto ciò che è rievocazione storica. Lo fa sul canovaccio di un signore che risponde al nome di Michael Crichton (pare si pronunci Cràiton, caso mai anche voi, come me, abbiate penosamente provato a pronunciarlo). Di mestiere Mr. Crichton scrive best seller, dai quali astuti produttori (il Donner, nello specifico) cavano film mediocri ma di sicuro successo al botteghino. Così è stato per Jurassic Park (trilogia), per Twister, per Congo e per la fortunata serie televisiva ER, quella dei dottori (pure loro appassionati sognatori innamorati e tremendamente fighi. Ma allora sei tu, Michael…).
L’ambientazione medievale è poco più di un pretesto per rispolverare il mito della macchina del tempo, del viaggiare attraverso i secoli come in un soffio di brezza, ritrovandosi muso a muso con la Storia. Peccato, perché invece Timeline avrebbe potuto essere un bel trampolino per tuffarsi con doppio carpiato nel mare della storiografia, nel gorgo delle contraddizioni-evoluzioni del linguaggio, del costume, della psiche. Avrebbe potuto soffermarsi sulle differenze-similitudini che ci legano-allontanano dai comuni avi europei. Avrebbe, appunto. Ma Timeline è un film di Hollywood, Stati Uniti d’America. Poche pippe, ladies and gentlemen, gli effetti speciali costano e bisogna pur campare! (enzo fragassi)

Laws of Attraction – Matrimonio in appello

Due avvocati divorzisti, avversari i tribunale, (Brosnan e Moore) si innamorano e si sposano. Si ritrovano, però, nuovamente l’uno contro l’altra nel burrascoso divorzio di una rockstar (Michael Sheen) dalla moglie (Parker Posey). Riusciranno a salvare la loro relazione o finiranno col divorziare a loro volta? Classica commedia romantica dal regista di
Sliding Doors.

The Queen – La regina

The Queen

mame cinema THE QUEEN - STASERA IN TV. HELEN MIRREN È ELISABETTA II scena
Michael Sheen e Helen Mirren in una scena del film

Diretto da Stephen Frears, The Queen (2006) è ambientato nel maggio 1997, quando Tony Blair (Michael Sheen) vince le elezioni e diventa Primo Ministro del governo di Sua Maestà. Elisabetta II (Helen Mirren), di conseguenza, ufficializza la sua nomina. Ma un tragico evento attende il nuovo incarico di Blair: la morte improvvisa di Lady Diana Spencer, che avviene il 31 agosto 1997.

Da tempo è nota la rivalità tra Lady D e la famiglia reale. Quando la Principessa del Popolo perde la vita così tragicamente, i britannici la piangono con grande dolore. Ma la regina, nel tentativo di salvaguardare i nipoti dai media, opta per il silenzio, rifiutandosi di rilasciare dichiarazioni a proposito del drammatico evento. E le conseguenze di tale decisione, naturalmente, mettono in cattiva luce la monarchia. Toccherà quindi al nuovo Primo Ministro l’opera di convincimento della sovrana: Blair cercherà di convincere la regina a esporsi, anziché nascondersi, altrimenti la sua figura sarà compromessa agli occhi dei suoi sudditi. Riuscirà la regina ad aprire un nuovo capitolo della monarchia? O il fantasma di Diana oscurerà per sempre la famiglia reale?

Curiosità

  • Per la sua interpretazione della regina Elisabetta II, Helen Mirren ha vinto il premio Oscar e il British Academy Film Award come Migliore attrice protagonista e il Golden Globe come Migliore attrice in un film drammatico. Peter Morgan, invece, si è aggiudicato un Golden Globe per la Migliore sceneggiatura.
  • La pellicola si è inoltre aggiudicata il premio come Miglior film ai British Academy Film Award.
  • Il film contiene inesattezze minori: infatti l’idea dell’espressione Principessa del popolo, che fa parte del comunicato di Tony Blair il giorno dopo la morte di Diana, viene attribuita al suo collaboratore Alastair Campbell, mentre invece fu lo stesso Blair il suo autore.
  • Inoltre, non viene ricordato che la principessa dopo il divorzio dal coniuge mantenne il titolo di Principessa di Galles, ma senza il trattamento di Altezza Reale. Rimase però membro ufficiale della famiglia reale, in quanto madre del principe ereditario, per la prima volta nella storia dei reali britannici.

Underworld

In una tenebrosa città infuria la guerra tra vampiri e uomini-lupo Lycan… ma la succhiasangue Beckinsale finisce per essere attratta dal suo protetto Speedman, il quale ignora il proprio destino di licantropo. Tutto ciò dovrebbe essere divertente invece è inesplicabilmente monotono nonostante la mescolanza disordinata di scene d’azione e di effetti speciali; nemmeno una Beckinsale in versione sexy-vampira con tanto di guaina in pelle riesce a risollevare le sorti del film. Versione originale di 135 minuti. Super 35.

Underworld: La ribellione dei Lycans

Più di mille anni prima degli eventi descritti nell’Underworld originale, nacquero due razze di esseri sovrannaturali da un figlio di origine immortale, Alexander Corvinus. I vampiri, sorti dalla stirpe di Markus, sono diventati degli eleganti, aristocratici e affascinanti succhiatori di sangue. I licantropi, della stirpe di William, sono delle bestie selvagge, senza nessuna traccia di umanità e un appetito insaziabile per la violenza. I Vampiri hanno preso il controllo della regione, le terre selvagge in quella che ora è l’Ungheria occidentale, grazie alla loro superiorità in intelligenza, potenza e abilità politiche. Ma anche loro temono i licantropi che, nonostante non siano in grado di organizzarsi e di mostrare grandi doti di raziocinio, possiedono un’immensa forza selvaggia.

E poi un’altra anomalia genetica ha spostato nuovamente l’ago della bilancia, quando una licantropa femmina, prigioniera dei vampiri, ha fatto nascere un bambino apparentemente umano. Si trattava di Lucian (Michael Sheen), il primo Lycan, nato schiavo nella dimora di Viktor (Bill Nighy), il potentissimo leader dei vampiri. A differenza della stirpe di William, quella dei licantropi originali, questo Lycan era in grado di assumere forma umana o bestiale a proprio piacimento. Il sangue di Lucian è stato utilizzato per creare una nuova gamma di schiavi, sfruttati dai vampiri come operai e guardie nel corso del giorno e che non si trasformavano grazie ai collari lunari appuntiti che avevano attorno al collo. Il destino dei Lycans sembra segnato ma Lucian li guiderà verso la libertà e la conquista del potere.