Rapporto confidenziale

Strano film sopra le righe (tematicamente simile a Quarto potere), in cui Welles interpreta un famoso magnate con un oscuro passato. La pellicola segue le sue azioni in seguito alle minacce e ai ricatti da parte del pretendente della figlia. Girato nelle versioni inglese e spagnola.

Dietro la porta chiusa

In Messico, una giovane americana conosce un architetto vedovo e se ne innamora. Dopo breve tempo i due si sposano, ma la donna non tarda ad accorgersi che il marito si comporta in modo strano. Soggetto a frequenti crisi nervose, l’uomo crede di aver ucciso la prima moglie. Uno dei migliori film americani di Fritz Lang, un affascinante thriller psicologico ricco di richiami espressionistici. Magistrale, in questo senso, la fotografia di Stanley Cortez.
(andrea tagliacozzo)

I giganti del mare

Penultimo film di Gary Cooper, certamente non uno dei suoi migliori. I proprietari della Mary Deare, un’imbarcazione da carico, decidono di provocarne il naufragio per riscuotere il premio dell’assicurazione. A rischio della propria vita, il capitano riesce faticosamente a salvare la nave, anche se in seguito gli viene ingiustamente addebitata la colpa del disastro. Il ritmo del racconto è decisamente troppo lento per far risultare la pellicola avvincente. (andrea tagliacozzo)

Addio, Mr. Harris

Redgrave è superbo nella parte di un insegnante di collegio di mezza età che realizza di essere un fallimento su tutta la linea, con una moglie infedele e un nuovo incarico che detesta. Il cast rende giustizia alla piéce di Terence Rattingan, autore della sceneggiatura. Rifatto nel 1994.

I lunghi giorni delle aquile

Le forze aeree naziste bombardano l’Inghilterra in vista di una prossima invasione. Lo scontro tra l’aviazione tedesca e quella britannica è impari: mentre la prima può contare su 2500 apparecchi, la seconda non possiede che seicento unità. Tuttavia l’abilità dei piloti inglesi riesce a evitare la disfatta. Sia la trama che la psicologia dei personaggi sono ridotte al minimo per fare spazio agli spettacolari duello aerei girati in Panavision (poco apprezzabili sul piccolo schermo).
(andrea tagliacozzo)

L’importanza di chiamarsi Ernesto

Dall’omonimo lavoro teatrale di Oscar Wilde, adattato con eleganza per il grande schermo da Anthony Asquith. Nell’Inghilterra vittoriana, Jack s’innamora di Gwendolen, cugina dell’amico Algernon, mentre quest’ultimo prende una cotta Cecily, la figlioccia di Jack. Ma i due amici, usando con le rispettive ragazze il nome «Ernesto», creano una innumerevole serie di equivoci. (andrea tagliacozzo)

Il magnifico irlandese

Dall’autobiografia di Sean O’Casey. Nell’Irlanda degli inizi del secolo, l’operaio John Cassidy aspira a diventare scrittore di teatro. Impegnato in prima linea nella lotto contro l’occupante britannico, il giovane trova difficoltà a far rappresentare la sua opera. Il film venne iniziato da John Ford che, per problemi di salute, fu costretto a passare la mano al collega Jack Cardiff. L’influenza del maestro, comunque, si sente. La pellicola è degna di essere ricordata anche per l’ottima interpretazione di Rod Taylor. (andrea tagliacozzo )

La venticinquesima ora

Nel 1940, in Romania, un contadino viene deportato come ebreo perché il capo della polizia vuole rubargli la giovane sposa. Riesce a scappare a Budapest, ma, nuovamente arrestato dai nazisti, se la cava solo accettando di entrare nelle SS. Un film intrigante, ma non completamente riuscito, nonostante il notevole apporto degli interpreti. Le musiche sono di Georges Delerue, collaboratore abituale del regista Truffaut.
(andrea tagliacozzo)

Gli eroi di Telemark

Nel 1942, in Norvegia, un gruppo di partigiani tenta un attacco a sorpresa allo stabilimento di acqua pesante di Telemark, dove i nazisti progettano la costruzione della bomba atomica. Anthony Mann doveva essere il regista di
Spartacus
, prodotto da Kirk Douglas nel 1960, ma venne sostituito dopo pochi giorni di lavorazione da Stanley Kubrick. L’attore riparò al piccolo sgarbo accettando di girare questo film di guerra poco originale ma divertente.
(andrea tagliacozzo)

Gioventù, amore e rabbia

Uno dei film cardine della cinematografia inglese degli anni Sessanta (e della corrente nota come
Free Cinema
). Colin, giovane irrequieto, finisce in riformatorio. Durante una corsa campestre che vede i giovani detenuti a confronto con gli allievi di un collegio esclusivo, il ragazzo ha la possibilità di mettersi in mostra. Magistrale regia di Tony Richardson, modernissima sia dal punto di vista narrativo che sul piano puramente tecnico-formale. Sceneggiato da Alan Sillitoe, autore del romanzo
The Loneliness of the Long Distance Runner
dal quale il film è tratto. L’anno seguente, Richardson vincerà l’Oscar con
Tom Jones
. Tom Courtnay, qui all’esordio, si segnalerà in seguito con alcune brillanti interpretazioni in film come
Billy il bugiardo, Per il re e per la patria
e
Il dottor Zivago
(per il quale ottenne una nomination all’Oscar).
(andrea tagliacozzo)