Salvador

Nel 1980, il giornalista americano Richard Boyle, in crisi con la famiglia e con il lavoro, decide di andare in Salvador, dove crede di trovare vita facile. Ma le cose stanno diversamente: sul posto incalza la guerriglia e la guardia nazionale di estrema destra semina morte e violenza. Teso, vigoroso e concitato, uno dei migliori film di Oliver Stone prima che questi intraprendesse una rapida e preoccupante involuzione, stilistica e di contenuti. Candidato senza fortuna all’Oscar per la sceneggiatura (firmata dallo stesso regista assieme a Richard Boyle) e per il miglior interpretazione maschile (un ottimo James Woods). Stone si rifece vincendo il premio per la miglior regia con l’altro suo film in concorso,
Platoon
.
(andrea tagliacozzo)

Il prestanome

Negli anni Cinquanta, un giovane squattrinato accetta di firmare i copioni di un amico scrittore, inquisito dalla Commissione per le attività antiamericane. Scambiato per un autore di talento, il giovanotto decide di sfruttare anche la mano d’opera di altri scrittori finiti sulla lista nera. Commedia amara sui tristi anni del maccartismo. Woody Allen, qui solo nelle vesti d’attore, stempera con il suo umorismo un tema ancora scottante. Splendido il finale (e la canzone
Young At Heart
di Frank Sinatra) Ritt, Mostel, Bernardi e l’autore della sceneggiatura, Walter Bernstein, furono realmente inquisiti dal senatore McCarthy.
(andrea tagliacozzo)

Adorabile canaglia

In una città della provincia inglese, un’insegnante di una scuola speciale, che accoglie disadattati e asociali, si oppone ai discutibili e autoritari sistemi del preside. Gli allievi provano molta simpatia per la donna e non perdono occasione per dimostrargliela. Film piuttosto mediocre e prevedibile, parzialmente salvato dalla gara di bravura tra Glenda Jackson e Oliver Reed.
(andrea tagliacozzo)

Sotto shock

Dopo Freddy Krueger, il mostro di Nightmare, un nuovo terrificante personaggio creato da Wes Craven: Horance Pinker, l’assassino «elettrico». Catturato mediante le premonizioni di uno studente universitario, un maniaco omicida, giustiziato sulla sedia elettrica, grazie alla corrente acquista poteri sovrumani che gli permettono di trasferirsi da un corpo all’altro. Ingiustamente maltrattato dalla critica, un horror ironico e originale, assai ben girato. Da antologia la parte finale nella quale Mitch Pileggi e Peter Berg, intrappolati nel televisore, s’inseguono passando da un programma all’altro. Da rivalutare. (andrea tagliacozzo)

Kansas City

Ritratto ricco di atmosfera, ma spento dal punto di vista drammatico, della Kansas City degli anni Trenta, un focolaio di racket, macchine della politica, e jazz, che gira intorno a Belafonte, capobanda locale, al giovane arrogante Mulroney, e a sua moglie, Leigh. Tanto sapore ma poca sostanza e una trama ridondante. Parte migliore: il jazz che è suonato quasi continuamente (spesso in diretta) da tutta una schiera di star tra cui Nicholas Payton, Joshua Redman, Mark Whitfield, Christian McBride, Cyrus Chestnut, e Ron Carter.

Fase IV: distruzione Terra

Rinchiusi in un’attrezzatissima stazione scientifica dell’Arizona, due studiosi analizzano il comportamento di un’orda di formiche che ha disastrosamente invaso il paese. Mentre il prof. Ubbs cerca il modo di distruggerle, il giovane Lesko, individuata in loro una forma d’intelligenza, vorrebbe tentare di comunicare con gli insetti. Tratto dal libro di Barry Malzberg, un film di fantascienza girato quasi con lo stile del documentario. Il regista Saul Bass è noto soprattutto per aver realizzato i titoli di testa per alcuni classici di colleghi come Alfred Hitchcock (Psyco, La donna che visse due volte), Robert Wise (i titoli di testa e, soprattutto, di coda di West Side Story), Otto Preminger (L’uomo dal braccio d’oro, Anatomia di un omicidio) e Martin Scorsese (L’età dell’innocenza). (andrea tagliacozzo)

Anche gli uccelli uccidono

Un giovanotto ritardato, che si nasconde sotto il tetto dell’osservatorio di Houston, progetta uno strano apparecchio con cui vorrebbe volare. Tutti quelli che cercano di ostacolarlo nell’impresa trovano la morte in circostanze misteriose. Un film corrosivo, allo stesso tempo amaro e divertente, realizzato da Robert Altman subito dopo il grande successo di M.A.S.H.. Il regista privilegia ancora una volta i toni grotteschi e surreali del racconto, ma senza commettere l’errore di trasformare i personaggi in anonime macchiette. Ottimo Bud Cort, in seguito protagonista del bellissimo Harold e Maude . Tra i migliori film di Altman, nonostante la poca fama. (andrea tagliacozzo)

Un anno vissuto pericolosamente

Nel 1965, un giornalista australiano è inviato a Giakarta, in Indonesia. Rovesciato il governo del presidente Sukarno, il potere cade nelle mani di Suharto, rappresentante dei generali di destra e il giornalista, pur di conoscere la travagliata realtà sociale e politica del Paese, mette più volte in pericolo la propria vita. Vigoroso dramma politico, ricco di ritmo e di tensione. Peter Weir riesce a ricreare il periodo e gli eventi con incredibile meticolosità, con un occhio allo spettacolo e un altro al punto di vista personale dei suoi protagonisti. Linda Hunt, che nel film interpreta i panni maschili di un fotografo nano, vinse un meritato Oscar come miglior attrice non protagonista. (andrea tagliacozzo)