Il cavaliere pallido

Nelle montagne del Nord America, un enigmatico straniero, noto come il «predicatore», aiuta un piccolo gruppo di cercatori d’oro a difendersi dai soprusi di un ricco uomo d’affari. Il film segnò il ritorno di Clint Eastwood al western dopo nove anni di diserzione dal genere (l’ultimo, nel ’76, era stato il memorabile Il texano dagli occhi di ghiaccio ). Il tema è lo stesso di sempre: quello dell’uomo misterioso che appare (o riappare, come nel caso de Lo straniero senza nome [High Plains Drifter] del 1972) come un fantasma per riparare alle ingiustizie, per poi allontanarsi all’orizzonte a lavoro terminato. La lucidità di Eastwood regista, però, è sempre più notevole e lo arricchisce di nuovi risvolti. Straordinari come al solito il contributo tecnico degli usuali collaboratori dell’attore: la fotografia di Bruce Surtees, il montaggio di Joel Cox e le musiche di Lennie Niehaus. (andrea tagliacozzo)

I vampiri di Salem Lot

Un antropologo divorziato, per conquistare la stima del figlio adolescente, si trasferisce in una piccola cittadina del Maine. Incuriosito da alcune stranezze, l’uomo scopre che tutti gli abitanti del luogo sono dei vampiri. Ispirato al romanzo di Stephen King «»«Salem’s Lot», un horror curioso che agli ingredienti tipici del genere unisce una buona dose d’umorismo e una non celata metafora politica. In una parte di rilievo compare Samuel Fuller.
(andrea tagliacozzo)

L’ultima corvée

Commedia drammatica di qualità superiore su due militari della marina con l’ordine di trasportare in carcere un prigioniero cleptomane. I dialoghi acuti e crudi di Robert Towne contribuiscono a dar forma a un personaggio fatto apposta per Jack Nicholson. Tratto da un romanzo di Darryl Ponicsan. Non perdete l’apparizione di Gilda Radner.

Il coraggio della verità

L’avvincente storia di un ufficiale dell’esercito americano, sconvolto da un incidente avvenuto durante la guerra del Golfo, in cui morì incidentalmente una persona. Ora si ritrova costretto a indagare sulla morte di un capitano (Ryan), nominata per la medaglia d’onore. Nei flashback stile Rashomon, scopriremo che in realtà ci sono molte più cose da dire sulla vicenda di quanto sembrasse di primo acchito. Intelligente sceneggiatura a più livelli (di Patrick Sheane Duncan) sull’integrità, l’onore individuale e l’ipocrisia pubblica.