Gangster Story

Bonnie e Clyde, lui impotente e lei intraprendente e di liberi costumi, sono una coppia di gangster che mette a ferro e fuoco l’America degli anni Trenta, fino all’inevitabile epilogo tragico. Film epocale, con due divi belli, giovani e bravi (e la rivelazione Gene Hackman) e una storia d’amore rovente e tragica. Uno dei capolavori di Penn, uno dei classici di quella rivisitazione del passato – sospeso tra nostalgia e demistificazione – che diventerà uno dei cardini del cinema statunitense degli anni Settanta. Ritmatissimo, spezzettato, follemente libertario ma condotto fin dall’inizio sotto il segno dell’autodistruzione, un film che possiede la saggia e rispettosa memoria dei classici del gangster movie (
La donna del bandito di Ray, La sanguinaria di Lewis
) ma anche tutta la spinta ideale del ‘68. Un grande incrocio di tempi storici e mitici; un avvincente, nevroticissimo romanzo americano.
(emiliano morreale)

Una volta ho incontrato un miliardario

Meravigliosa commedia realistica ispirata alla storia di Melvin Dummar, che una volta diede un passaggio al brizzolato Howard Hughes e più tardi tirò fuori un testamento che lo nominava erede delle fortune dello stesso Hughes. Fiaba americana toccante, dolce e amara, con la Steenburgen (vincitrice dell’Oscar) che regala i momenti più brillanti, inclusa una memorabile sfida televisiva di talenti. Anche la sceneggiatura di Bo Goldman vinse l’Oscar. C’è anche il vero Melvin Dummar dietro la cassa del bar a una stazione dei bus.

Dick Tracy

Vivace e raffinato adattamento del classico fumetto di Chester Gould, con Beatty che impersona l’eroe tutto naso e mascella. La storia è proprio esile, ma dentro c’è talmente tanto da vedere che non ci si bada: una galassia di personaggi famosi interpretano i grotteschi cattivi disegnati da Gould, gli incredibili costumi e la direzione artistica — che vinsero l’Oscar — e Madonna che canta le nuove canzoni di Stephen Sondheim (una pecca? Troppo poche). Una di queste, Sooner or Later (I Always Get My Man), si aggiudicò a sua volta l’Oscar. Da applauso la divertente interpretazione di Big Boy Caprice regalata da Pacino. Super 35.

In fuga con il malloppo – Stuck With Each Other

Bert Medwick e Silvia Cass lavorano per conto di un gioielliere, ignorando che questi ricetta merce rubata. Il proprietario del negozio, colto da un improvviso attacco di cuore, muore lasciando la cassaforte aperta. I due dipendenti si ritrovano con un mucchio di denaro a disposizione, ma, per loro sfortuna, anche con una coppia di malavitosi alle costole. Film realizzato per la televisione che offre a Richard Crenna uno dei pochi ruoli brillanti della sua carriera.
(andrea tagliacozzo)

I selvaggi

Un banda di giovani motociclisti decide di recuperare la moto di un loro compagno, Loser, caduta nelle mani di un gruppo rivale. Durante la rissa che ne segue, Loser, gravemente ferito, viene catturato dallo polizia e ricoverato in ospedale. Al film, che può dirsi un predecessore meno fortunato e riuscito di
Easy Rider
, collaborò, in numerose vesti (non ultima in quella di aiuto regista), Peter Bogdanovich, futuro autore di
Paper Moon
.
(andrea tagliacozzo)

Perché proprio a me?

Sulle tracce di un rubino, salvato dal saccheggio dei tesori ottomani a Costantinopoli e che si suppone sia dotato di strani poteri, si lanciano la CIA, i servizi segreti turchi, un’organizzazione di fanatici armeni, una banda di malavitosi e l’ispettore capo della polizia. Ma i primi ad arrivare al gioiello sono due simpatici scassinatori. Sorretto da una sceneggiatura frizzante e ricca di battute (tratta da un romanzo di Donald Westlake, autore anche della sceneggiatura con Leonard Maas Jr.), il film si mantiene abilmente in bilico tra il comico e l’avventuroso. Insolitamente divertente (e meno statico del solito) Christopher Lambert.
(andrea tagliacozzo)

Le pistolere

Una ragazza vorrebbe acquistare il ranch che una bella criminale ha scelto come base per la sua banda formata da sole donne. La giovane affronta la rivale con l’aiuto dei quattro fratelli che, però, perdono la testa per le affascinanti fuorilegge. La Cardinale e la Bardot fanno il verso ai cowboy del cinema americano, ma il risultato, complice la regia poco ispirata di Christian-Jacque, è piuttosto fiacco e poco divertente.
(andrea tagliacozzo)

Vendetta trasversale

Nei panni di uno sbirro di Chicago originario dei monti Appalachiani del Kentucky, Swayze affronta il boss con l’aiuto del fratellino montanaro Neeson. Una semplice vetrina per i protagonisti, con ambizioni alte e risultati modesti. Voi soggiornereste davvero in un hotel gestito da Pollard?

Roxanne

Pompiere capo in una piccola cittadina americana, C.D. Bales, uomo di grande cultura, è amareggiato per le dimensioni, davvero notevoli, del suo naso. Il suo handicap gli sembra ancor più grande quando improvvisamente s’innamora di Roxanne una giovane astronoma appena giunta in città. Discreta trasposizione in chiave moderna del «Cyrano de Bergerac» di Edmond Rostand, sceneggiato per lo schermo dallo stesso protagonista, Steve Martin. Il film, ovviamente, si regge in gran parte sulla verve dell’attore.
(andrea tagliacozzo)

La casa dei 1000 corpi

Una notte di sanguinoso terrore ha inizio quando due deficienti e le loro ragazze visitano il “museo dei mostri e dei pazzi” del capitano Spaulding. Questo infantile mix fra Rocky Horror Picture Show e Non aprite quella porta sacrifica un genuino terrore a favore di atrocità gratuite e di ininterrotte volgarità. Il rocker Zombie, che ha una spontanea predilezione per l’horror, compare senza motivo qua e là in clip televisive di pellicole d’epoca. Girato nel 2000. Con un sequel: La casa del diavolo.

Tango and Cash

A Los Angeles, Yves Perret, boss della droga, fa incriminare con prove false due agenti di polizia, Ray Tango e Gabe Cash, che minacciavano di far crollare il suo impero. La coppia di tutori dell’ordine riesce a evadere, decisa a dimostrare la propria innocenza. Un filmetto d’azione stupido e fracassone reso godibile da una buona dose d’ironia. Il regista russo Andrei Konchalovsky, da anni trapiantato negli Stati Uniti, è fratello di Nikita Mikhalkov. Il film è stato terminato da Peter MacDonald, regista della seconda unità, dopo l’abbandono del set da parte di Konchalovsky.
(andrea tagliacozzo)