Dove osano le aquile

Dal best-seller di Alistair MacLean, autore anche della sceneggiatura. Durante il secondo conflitto mondiale, sette uomini del controspionaggio inglese vengono paracadutati nel sud della Germania. Proprio in quella zona, rinchiuso dai tedeschi nell’ispugnabile Castello delle Aquile, si trova il generale Carnaby, stratega inglese a conoscenza dei piani per l’apertura di un secondo fronte. Notevole film bellico, avvincente dalla prima all’ultima sequenza, sostenuto da una buona regia e da due protagonisti di grande carisma. Sembra che Eastwood, ancora insicuro del proprio talento, durante le riprese abbia ceduto gran parte delle sue battute a Richard Burton
(andrea tagliacozzo)

International Hotel

Improbabile trama alla Grand Hotel ambientata in un aeroporto londinese. Tutti sono terribilmente belli e ricchi; se vi piace guardare gente terribilmente bella e ricca bene. Altrimenti non ha senso. Eccellente la Rutherford (che con questo ruolo si aggiudicò l’Oscar) così come Maggie Smith. Scritto da Terrence Rattigan. Panavision.

In tre sul Lucky Lady

Il trio di star crea un team accattivante nei panni di contrabbandieri dilettanti degli anni Trenta che praticano nel dopolavoro un ménage à trois… ma la sceneggiatura si perde per strada e fatica ad arrivare a un debole finale, frettolosamente rigirato. Uno sfortunato spreco di talenti. Scritto da Willard Huyck e Gloria Katz.

La bisbetica domata

Pittoresca versione della commedia di Shakespeare, ben servita da Richard ed Elizabeth: buon cast di comprimari, gradevole fotografia e raffinata colonna sonora di Nino Rota. I puristi shakespeariani potrebbero obiettare, ma Zeffirelli ha realizzato un film e non teatro filmato. Sceneggiato da Suso Cecchi d’Amico, Paul Dehn e Zeffirelli. Due nomination all’Oscar.

Gandhi

Ampia narrazione della vita e dell’era di Mohandas K. Gandhi, dagli esordi come semplice avvocato fino a divenire il leader di una nazione e un simbolo di pace e comprensione per il mondo intero. La narrazione ad arte è perfetta, nella migliore tradizione dell’epopea hollywoodiana, ma la seconda metà del film non è avvincente quanto la prima. Kinsley è indimenticabile nel ruolo principale. Vinse otto Oscar fra cui quello per il miglior film, miglior attore protagonista, per la regia e la sceneggiatura (di John Briley). Fate caso a Daniel Day-Lewis nei panni di uno dei tre giovani che avvicinano Gandhi per strada.