La croce di fuoco

In Messico, durante la rivoluzione, il governo locale perseguita i religiosi. Solo un mite ma coraggioso sacerdote sceglie di sfidare il potere, deciso a restare nel paese a qualsiasi costo. Adattamento cinematografico de
Il potere e la gloria
di Graham Greene, dal quale sono stati eliminati diversi elementi scabrosi. Un film minore di John Ford, anche se non privo di pregi (tra i quali la splendida fotografia di Gabriel Figueroa). Henry Fonda aveva lavorato per la prima volta con John Ford nel 1939 interpretando il giovane Abramo Lincoln in
Alba di gloria.
(andrea tagliacozzo)

I cavalieri della tavola rotonda

Sfarzosa e colorata versione delle leggende bretoni, con l’interprete e il regista (Taylor e Thorpe) di
Ivanhoe
, girato l’anno precedente. Re Artù con l’aiuto del fedele Lancillotto porta la pace in Bretagna. I due guerrieri vengono divisi dall’amore che Ginevra, la moglie del re, porta verso il giovane cavaliere. Godibile film d’avventura, anche se manca completamente la magia delle legende a cui s’ispira.
(andrea tagliacozzo)

Guerra e pace

Il complicato romanzo di Tolstoj perde molta della sua forza, diventando prolisso e troppo semplificato. Il cast di tutte stelle e le spettacolari scene di battaglia (dirette da Mario Soldati) non possono compensare una sceneggiatura rozza (alla quale hanno contribuito sei autori tra i quali anche il regista Vidor) e alcuni marchiani errori di casting. Rifatto con molto più successo nel 1968. VistaVision.

Saadia

In un villaggio del Marocco, un medico francese, grazie anche alla preziosa collaborazione dell’istruito capotribù Caid Si Lahssen, si prodiga per aiutare gli abitanti del luogo. L’uomo salva la vita a Saadia, una bellissima indigena, della quale s’innamora. Durante una grave epidemia, i membri di una tribù rivale si appropriano del vaccino che il medico si è fatto spedire dalla Francia. Dal romanzo di Francis d’Autheville, un film interessante per alcuni spunti documentaristici, ma un po’ debole sul piano narrativo.
(andrea tagliacozzo)

Lili

L’orfana Lili vorrebbe uccidersi, ma il burattinaio Paolo riesce a farla desistere dal suo insano proposito. La ragazza trova il successo assieme al suo nuovo amico. Strepitoso successo per un film che, visto adesso, risulta un po’ melenso, anche se i numeri musicali non hanno perso il loro grande impatto. La ventiduenne Leslie Caron, candidata come migliore attrice, si vide soffiare la statuetta dall’altrettanto giovane Audrey Hepburn, premiata per
Vacanze romane
. L’Oscar andò comunque alle musiche di Bronislau Kaper.
(andrea tagliacozzo)

Quel motel vicino alla palude

Ai margini di una nebbiosa palude, il proprietario di un fatiscente motel fa strage di numerose vittime innocenti, ridotte a brandelli e date in pasto a un famelico coccodrillo. Un horror gotico molto originale, ricco di citazioni cinematografiche e letterarie, diretto con intelligenza e abilità dallo stesso regista di
Non aprite quella porta
(e futuro autore di
Poltergeist).
(andrea tagliacozzo)

Il giorno più lungo

Rievocazione dello sbarco alleato in Normandia, avvenuto il 6 giugno 1944, e degli altri significativi episodi che portarono alla sconfitta dell’esercito nazista. Le troppe menti al lavoro (ben cinque registi, tra i quali il produttore Darryl F. Zanuck) creano un certo squilibrio e il film, per quanto sia tratto dal romanzo autobiografico del colonnello Cornelius Ryan, è disseminato di ingenuità (i documenti tedeschi recano l’evidente, quanto improbabile scritta Top Secret). Ma vista la disponibilità di mezzi, lo spettacolo ovviamente non manca. Il nutrito gruppo di stelle che parteciparono alla realizzazione del film (quasi tutti in piccoli ruoli, anche se significativi) non presero alcun compenso. (andrea tagliacozzo)