Non dirmi addio

Una giovane donna, gravamente malata e prossima alla morte, non volendo lasciare solo il marito, decide di adottare una bambina. Un melodramma convenzionale, diretto con mestiere ma poca ispirazione da Walter Lang (solitamente più a suo agio con la commedia). Il film ebbe altre due versioni: la prima, nel ’58, per il cinema, con il titolo
Dono d’amore
; la seconda nell’84, per la televisione, con Jaclyn Smith nel ruolo della protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Il grande Jake

Una banda di fuorilegge assalta la tenuta dei MacCandles e rapisce il piccolo Jacob. La nonna del bambino decide di ricorrere all’aiuto del marito Jake, dal quale si era separata quindici anni prima. Quinto ed ultimo film interpretato della coppia John Wayne-Maureen O’Hara (il primo, nel 1950, era stato
Rio Bravo
per la regia John Ford). Si tratta di una sorta di via di mezzo non troppo riuscita tra i classici interpretati dallo stesso Wayne diversi anni prima e il nuovo (all’epoca) western crepuscolare (stile
Butch Cassidy
).
(andrea tagliacozzo)

Contro tutte le bandiere

Verso la fine del Seicento, in un’isola del Madagascar, alcuni pirati proclamano una repubblica indipendente. Il governo inglese, preoccupato, decide di correre ai ripari. L’ufficiale britannico Brian Hanke si finge disertore e, infiltratosi tra le fila dei corsari, riesce a sabotare le difese del porto principale. Un film di cappa e spada piuttosto mediocre, ma vivacizzato dalla presenza di Errol Flynn, in una delle ultime apparizioni decenti nel genere avventuroso.
(andrea tagliacozzo)

La superba creola

A New Orleans, Stefano, figlio illegittimo di una nobildonna irlandese, grazie ai suoi modi raffinati, riesce a entrare nelle simpatie di una giovane appartenente a una delle famiglie più ricche della città. In seguito sposa la figlia di un nobile francese, anche se il matrimonio si rivela un vero fallimento. Buona ricostruzione ambientale, discreta l’interpretazione, ma niente di memorabile.
(andrea tagliacozzo)

Notre Dame

Celebre riduzione del romanzo di Victor Hugo. Ambientata nella Parigi del 1400, la triste vicenda di Esmeralda, una bella zingara contesa da un coraggioso capitano, da un nobile poeta e da un sordido giudice. La ragazza rischia più volte la vita, ma riceve l’aiuto di Quasimodo, il mostruoso ma gentile campanaro della cattedrale di Notre-Dame. Notevole soprattutto per il preziosismo figurativo del regista William Dieterle e per la magistrale interpretazione di Charles Laughton, costretto a recitare con un pesante trucco sul volto. Esistono diverse altre versioni del romanzo, tra le quali una a cartoni animati della Disney. Della pellicola del ’39 esiste anche una versione colorata.
(andrea tagliacozzo)
.

Un uomo tranquillo

Da un racconto di Maurice Walsh. In America, un pugile di origini irlandesi uccide involontariamente un avversario durante un incontro. Sconvolto, l’uomo abbandona il ring tornando nella natia Irlanda, dove conta di stabilirsi e sposarsi. Qui s’innamora, ricambiato, di una bella e battagliera vicina. John Ford torna (cinematograficamente) alla natia Irlanda con esiti a dir poco entusiasmanti. Straordinari ed affiatati i due protagonisti, coadiuvati da un altrettanto eccezionale stuolo di caratteristi. Oscar alla regia per Ford (il quarto della sua carriera).
(andrea tagliacozzo)

Cara mamma, mi sposo

A trentacinque anni, Danny Muldoon, corpulento poliziotto di Chicago, vive ancora con la madre Rose, una bisbetica signora irlandese. Quando il giovanotto decide di sposare l’italoamericana Theresa, estetista in una impresa di pompe funebri, la madre fa di tutto per dissuaderlo dai suoi propositi. I momenti migliori di questa deliziosa commedia sono le fantasie del protagonista che vedono la madre, interpretata da una formidabile Maureen O’Hara, in constante pericolo. Bravo anche John Candy. Apparizione a sorpresa per Macauly Culkin, lo scatenato ragazzino di Mamma ho perso l’aereo . (andrea tagliacozzo)