Pene d’amor perdute

Il divertimento comico di Shakespeare diventa un musical degli anni Trenta. Il Re di Navarra (Nivola) e tre compagni giurano di rinunciare alle donne, giusto il tempo che la figlia del re di Francia (Silverstone) arriva con tre amiche attraenti. I numeri musicali hollywoodiani sono proprio imbarazzanti a volte. Ognuno ce la mette tutta ma solo Lane ne esce illeso. Usa vecchie canzoni di Fred Astaire e Ginger Rogers, ma ricorda più Burt Reynolds e Cybill Shepherd di Finalmente arrivò l’amore. Panavision.

I 13 spettri

Remake solo nominale del thriller con trucco di William Castle, che vede un padre vedovo, i suoi due figli e la loro governante in una casa progettata diabolicamente, labirinto di un gigante: la quale, come se non bastasse, ospita dodici fantasmi inquieti e violenti. Né pauroso né intelligente: una scusa misera per roba da Halloween.

Omicidi di classe

Se uno studente di college si uccide, si suppone che il compagno di stanza subisca un grave shock. Quindi, va promosso. E col massimo dei voti. Lo spunto di partenza di
Omicidi di classe
è questa leggenda, pare abbastanza diffusa tra gli studenti americani, che sembra più che altro un paradosso del politically correct. E dunque, ecco i soliti diabolici studenti pronti ad accoppare l’amico per avere i punti necessari per Harvard. Le cose in realtà sono più complicate: il cadavere non viene ritrovato, una ragazza si suicida e uno dei due compari, somigliando a Donald Sutherland, è un fellone che vuole incastrare l’altro. Di vivace ci sono solo i titoli di testa; il film è verboso, confuso, sleale e interpretato da attori antipatici. Il regista e lo sceneggiatore sono convinti di essere bravi perché uno ogni tanto non fa i controcampi e l’altro chiama Hitchcock un personaggio. Gli ultimi venti minuti poi (una sequela di colpi di scena con morti che resuscitano, donne traditrici anzi no, doppi e tripli giochi) mettono a dura prova la pazienza di chiunque.
(emiliano morreale)

Scream

Scream

mame cinema SCREAM - CHI URLA MUORE: L'HORROR STASERA IN TV drew
Drew Barrymore in una scena del film

L’horror Scream è ambientato a Woodsboro, in California. La diciassettenne Casey Becker (Drew Barrymore) e il suo ragazzo vengono brutalmente uccisi da un misterioso assassino. Un’altra ragazza, Sidney Prescott (Neve Campbell) viene aggredita, ma riesce fortunatamente a salvarsi. Sospettando del proprio fidanzato, Billy (Skeet Ulrich) la ragazza lo fa arrestare. Tuttavia, mentre il giovane si trova in prigione, Sidney riceve una telefonata: è l’assassino. Una volta scarcerato Billy, Sidney e il resto della comunità vivono nel terrore. Infatti, persino la scuola locale chiude e viene istituito un coprifuoco.

Ma basterà tutto ciò a evitare altri brutali omicidi? Chi è l’assassino e perché uccide? Quale sarà la sua prossima mossa? E, soprattutto, chi sarà in grado di sfuggirgli?

Curiosità

  • Nel film ci sono dialoghi che fanno satira sui vecchi film horror. C’è persino una citazione di Nightmare, quando il preside del liceo si affaccia nel corridoio della scuola deserta e scambia due parole con il bidello, il quale indossa un maglione a righe rosse e verdi, proprio come il famoso assassino sfigurato.
  • Dopo il primo Scream sono seguiti altri tre sequel, formando quindi una quadrilogia.
  • Il personaggio dell’assassino, che indossa una maschera di Halloween (Ghostface), è ispirato al serial killer Danny Rolling.
  • La pellicola fu un grande successo al botteghino, ottenendo uno degli incassi più alti del 1996. Infatti, il primo capitolo della saga ha ottenuto più profitti dei tre sequel.
  • L’attrice Drew Barrymore avrebbe dovuto interpretare la protagonista, Sidney, ma rifiutò sostenendo che, se lei fosse “morta” all’inizio del film, si sarebbe creata una maggiore suspance.
  • Sempre per il ruolo di Sidney fece l’audizione Melissa Joan Hart, che fu tuttavia scartata. Anche Reese Witherspoon rifiutò l’ingaggio.
  • Nella maggior parte delle scene, dietro la maschera di Ghostface c’è uno stuntman, non un attore.
  • La critica accolse favorevolmente il film. In particolare,  Morando Morandini scrive nel suo dizionario che «Craven gioca con gli stereotipi del genere, analizzandoli e smontandoli, ma anche con i nervi dello spettatore, dimostrandogli che funzionano ancora.»