Così è la vita

Un architetto di successo, ipocondriaco di vecchia data, vede il traguardo dei sessant’anni come un’autentica catastrofe. Giustamente preoccupata è invece la moglie, una cantante, che teme di avere un tumore alla gola. Una commedia realizzata in famiglia (la Andrews è la moglie di Blake Edwards, mentre nel cast appaiono Chris Lemmon, figlio di Jack, e la moglie dell’attore, Felicia Farr), affidata quasi tutta all’improvvisazione degli attori e girato dal regista nella sua casa di Malibù. Lontano dalla perfezione, probabilmente, ma ricco di grandi momenti, allo stesso tempo divertenti e malinconici.
(andrea tagliacozzo)

Ricche e famose

Ultimo film di Cukor e uno dei suoi capolavori. Senza nulla rinnegare della sua carriera, e anzi scegliendo un soggetto esemplare da women’s director (una commedia del vecchio collaboratore John Van Druten già adattata negli anni Quaranta da Vincent Sherman), rende però espliciti alcuni dei suoi temi di fondo (a ottantadue anni Cukor gira la sua più sensuale scena d’amore, in una toilette d’aereo) e si permette un atteggiamento da «autore». Un film di amicizie femminili, un’apoteosi del suo mondo, e una sottile autobiografia sdoppiata: le due donne, l’intellettuale (Jacqueline Bisset) e la scrittrice di bestseller (Candice Bergen), con le loro opposte e speculari nevrosi, le loro alterne fortune, sono un evidente sdoppiamento del Cukor «intellettuale hollywoodiano». Una commovente riflessione sul tempo (tutt’altro che inutile il flashback iniziale), un testamento laico e stoico.
(emiliano morreale)